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CASO 9 Aprile Apr 2015 1928 09 aprile 2015

Vaticano, accesso negato all'ambasciatore francese gay

Laurent Stefanini non ha accesso alla Santa sede a causa della sua omosessualità, secondo i media di Parigi. Imbarazzo per i presidente Hollande.

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Laurent Stefanini.

L'ambasciatore francese in Vaticano, Laurent Stefanini, non può raggiungere la sede diplomatica presso la quale è stato nominato dal presidente François Hollande. L'accredito, secondo i media di Parigi, gli viene negato a causa della sua omosessualità.
Stefanini ha 55 anni e si descrive come un cattolico praticante. Non è sposato, non ha figli, è stato primo consigliere dell'ambasciata dal 2001 al 2005 e poi consulente per gli affari religiosi. Nonostante avesse dovuto insediarsi a marzo e una lettera dell'arcivescovo di Parigi, il cardinale André Vingt-Trois, consegnata al papa l'11 febbraio, le porte del Vaticano per lui sono chiuse.
NESSUNA CONFERMA DALLA SANTA SEDE. Da parte della Santa sede, per ora, non c'è stata nessuna conferma, secondo quanto riportato da Blasting News, il Canard Enchainé, Les Echos e Le Journal du Dimanche, che ha sottolineato come la vicenda crei non poco imbarazzo alla presidenza francese.
Hollande, infatti, probabilmente sarà costretto a scegliere un altro candidato. Circolano già altri nomi, come quello di Emmanuelle d'Achon, segretario presso il ministero degli Affari esteri, Bertrand Besancenot, ambasciatore di Francia in Arabia Saudita e René Roudaut, ambasciatore in Svizzera. Entrambi sposati con figli.
Quello di Stefanini non sarebbe il primo caso: nel 2008 infatti il Vaticano aveva posto il veto alla nomina di Jean-Loup Kuhn-Delforge, attuale ambasciatore di Francia in Grecia, perché «apertamente gay».
QUESTIONE LEGATA A POLEMICA FRANCESE. La questione sarebbe legata ad una polemica tutta interna alla stessa Francia. Sempre secondo i media d'Oltralpe, la nomina di Stefanini avrebbe infatti ricevuto l'approvazione della Conferenza episcopale, e in particolare dall'arcivescovo di Parigi, il cardinale André Vingt-Trois, mentre sarebbe osteggiata da Manif Pour Tous, il movimento che protestò duramente contro il progetto di legge sulle nozze gay voluto dal governo socialista di Hollande.
Più difficile pensare che ad ostacolare l'arrivo del nuovo ambasciatore sia papa Francesco che, parlando dei gay, ha invitato più volte a non giudicare.
PARIGI: «PROCEDURA IN CORSO». La sua sessualità, è «una questione strettamente privata, ci asteniamo da ogni commento», hanno puntualizzato a Parigi, spiegando che in questo genere di dossier «non c'è mai un niet» quanto piuttosto «un'assenza di risposta».
In ogni caso «la procedura è ancora in corso».

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