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TENSIONE 9 Aprile Apr 2015 0700 09 aprile 2015

Vicentino, sindaco anti-rom affigge cartelli «divieto nomadi»

L'iniziativa del primo cittadino che dorme «con il fucile sotto al letto» perché «lo Stato non garantisce la sicurezza».

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Il sindaco di Albettone Joe Formaggio.

Fucile sotto il cuscino e divieto di sosta 'ai nomadi' in bella mostra davanti al Municipio. È l'idea di 'sicurezza' che il 'sindaco-sceriffo' Joe Formaggio, primo cittadino del piccolo comune di Albettone in provincia di Vicenza, ha ribadito mercoledì 8 aprile, cogliendo l'occasione della Giornata internazionale della cultura Rom e Sinti, per andare all'attacco della gente che vive nelle carovane seguendo l'esempio del segretario della Lega Nord Matteo Salvini che vorrebbe radere al suolo i campi rom (le parole del numero uno del Carroccio hanno attirato le ire del Vaticano).
CARTELLI ANTI-ROM. Formaggio, che si vanta di dormire «con il fucile» sotto il cuscino come deterrente per i malintenzionati, ha dapprima firmato un'ordinanza, ufficialmente per motivi igienico-sanitari, quindi con il badile in mano, aiutato dagli operai comunali, ha affisso ai confini del territorio dei cartelli rettangolari con il simbolo del divieto e l'avvertimento «No ai nomadi».
COME NEL FAR WEST. «Questo è il regalo che il Comune fa a queste persone», ha affermato l'amministratore, eletto con una civica di centrodestra vicina a Fratelli d'Italia. «Ci sono stati dei furti in passato», ha ricordato, «quando erano state viste carovane e altri 'baldacchini' vari. Noi rotture di c... nel nostro Comune non ne vogliamo. Facciamo come nel Far West, quando scrivevano gli avvisi alle porte del paese. Ecco, noi lo abbiamo scritto, i rom non li vogliamo».
COVI DI CRIMINALITÀ. Ufficialmente, il provvedimento è stato preso per ragioni igienico-sanitarie. Il Comune di Albettone, infatti, non è dotato di piazzole per la sosta e attacchi temporanei per gli scarichi civili. Ma il sindaco non ha fatto mistero che la vera ragione è impedire a Rom e Sinti di fermarsi, perchè a suo dire «i campi nomadi sono covi di criminalità».

AL FIANCO DI STACCHIO. Joe Formaggio è l'amministratore che nei mesi scorsi si schierò per primo in sostegno del benzinaio Graziano Stacchio, che a Ponte di Nanto - Comune vicino ad Albettone - sparò durante un tentativo di rapina a una gioiellerie uccidendo un bandito, proveniente da un campo nomadi del trevigiano, Albano Cassol.
Il caso che fece scalpore, e portò Formaggio sulle prime pagine degli organi di informazione.
LATITANZA DELLO STATO. Proprio al sindaco di Albettone si deve infatti la campagna «Io sto con Stacchio», con le relative t-shirt- che fu poi adottata in prima istanza da Salvini e da Giorgia Meloni, che identificarono in Stacchio e negli amministratori con lui solidali l'esempio del cittadino costretto a immaginarsi una 'sicurezza fai da te' per la latitanza, a loro dire, dello Stato.

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