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DIRITTI CIVILI 10 Aprile Apr 2015 1055 10 aprile 2015

Bambini trans, la crisi d'identità di genere tra minori

In Uk è boom di Under 11 che si sentono imprigionati nel corpo sbagliato. Le loro storie in un documentario di Louis Theroux. Che scandalizza il Paese.

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da Londra

Nel 2014-15 sono stati 77 i casi di bambini che si sono rivolti al Nhs per problemi di identità di genere.

Sono bambini piccoli, di due o tre anni, che rifiutano il loro corpo sentendosi parte del sesso opposto: sono nati maschi ma ‘sanno’ di essere femmine (o viceversa), fin da piccolissimi.
È la storia dei bambini transgender, raccontata a Bbc2 dal documentarista Louis Theroux, nello speciale Transgender Kids, in onda domenica 12 aprile alle 21 sulla tivù inglese.
Tra loro c’è Camille, nata Sebastian, sei anni. Due anni fa i genitori hanno deciso di trattarla come una femmina, perché lo ha chiesto lei: via i vestiti da maschio, largo ai giochi da bambina, anche a scuola. E Camille ora è felice.
500 MILA TRANS IN UK. Secondo i dati raccolti da Theroux, ci sono dai 300 mila ai 500 mila transgender nel Regno Unito, e tra il 2 e il 5% della popolazione si trova ad affrontare crisi di identità sessuale di qualche tipo fin dalla tenera età.
I numeri però sono ancora non affidabili perché mancano le statistiche ufficiali a riguardo. Eppure la sanità pubblica britannica (Nhs) offre aiuto psicologico a famiglie con bambini piccoli fino a tre anni, i quali ritengono di essere nati nel sesso sbagliato; la sanità paga anche operazioni di cambio del sesso a un costo di circa 10 mila sterline a intervento: la chirurgia è, però, offerta solo agli Over 18.
BOOM DI GIOVANISSIMI. Tuttavia, il numero di bambini sotto gli 11 anni che si sono rivolti alla Nhs è aumentato dai 19 del biennio 2009-10, ai 77 del 2014-15.
Sono giovanissimi affetti dal disturbo dell’identità di genere, una condizione medica - non una malattia - che consiste nel ritenere di appartenere a un sesso quando in realtà le proprie caratteristiche fisiche, organi genitali compresi, dicono l’opposto.
Secondo alcuni dati riportati dal Daily Mail, una persona ogni 125 mila soffre di questo disturbo, e alcuni scienziati hanno teorizzato sia legata a uno sviluppo anormale del bambino nell’utero materno, risultato sia da cause genetiche sia ormonali.

Cure ad hoc per il disturbo dell'identità di genere

Louis Theroux, autore del documentario 'Transgender Kids'.

Le cure offerte a chi soffre di disturbo dell’identità di genere variano dal consulto psicologico, a quelle ormonali, fino all’operazione chirurgica di cambio del sesso. Per i bambini transgender, però, è diverso.
Il Nhs offre terapie medicinali ai ragazzini sopra i 12 anni mentre le cure ormonali non vengono prescritte agli Under 16.
USA ALL'AVANGUARDIA. Di solito le famiglie sono indirizzate ai centri di consulenza e terapia di Tavistock and Portman, rispettivamente a Londra Nord e Leeds: più che di trattamenti medici, si tratta di incontri con psicoterapeuti fino a che non si raggiunge l’età ‘giusta’.
Negli Stati Uniti, ha raccontato Theroux, i trattamenti ai bambini transgender sono più comuni: il centro adolescenti dell’University of California in San Francisco offre cure pionieristiche tra cui quelle ormonali ed eventualmente la possibilità di interventi chirurgici anche in giovane età.
L'AIUTO DEI GENITORI. L’aumento di casi di bambini transgender potrebbe essere dovuto a diverse cause: principalmente, dicono gli esperti, perché i giovanissimi sarebbero più interessati a ‘esplorare la propria identità di genere’, e soprattutto i genitori sono più inclini all’ascolto.
Tra le storie raccontate da Theroux, sono proprio le famiglie con bambini transgender a essere state stigmatizzate maggiormente dalla società: i critici accusano i genitori che assecondano la volontà dei propri figli di cambiare nome di essere troppo permissivi, e portano a evidenza i dati secondo cui un adulto su cinque in Inghilterra si pente di avere cambiato sesso chirurgicamente.
SEBASTIAN DIVENTA CAMILLE. Eppure i genitori intervistati dalla Bbc non hanno dubbi: «Passate una giornata con mia figlia, e ditemi se non è una bambina», ha raccontato Casey, 33 anni. «Non è mai stata Sebastian, ma sempre Camille. Ce ne siamo accorti quando aveva 18 mesi. Adorava i vestiti da donna, e aveva una tendenza naturale per giochi più femminili».
All’età di quattro anni, Sebastian ha iniziato a chiedere ai propri genitori di ‘poter diventare una femmina’. A quel punto la coppia ha deciso di assecondarlo: sì ai vestiti da bambina, sì al cambio di nome, sì a parlare con insegnanti e compagni di classe chiedendo di iniziare a chiamarlo Camille. Dopo questo cambiamento, il bambino è diventato una bambina serena.
Tutti in famiglia vedono l’operazione chirurgica come unico sfocio possibile dei prossimi anni. «Pensi che cambierai mai idea? Vorrai mai tornare a essere un maschio?», le ha chiesto Theroux. «No», ha risposto sicura Camille. La vita, spesso, è solo questione di fiducia.

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