Claudio Giardiello 150409181217
DAY AFTER 10 Aprile Apr 2015 1218 10 aprile 2015

Strage di Milano, Giardiello: «Sono entrato senza tesserino»

Interrogatorio di convalida dell'arresto l'11 aprile. L'autore dell'attentato: «Il tribunale mi ha rovinato».

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Omicidio plurimo premeditato e tentato omicidio.
Sono queste le accuse a carico di Claudio Giardiello, l'autore della strage al tribunale di Milano dove sono morte tre persone.
«Il tribunale mi ha rovinato, quel posto è l'origine di tutti i miei mali», ha detto Giardiello al momento dell'arresto. Alcune delle parole contenute nel verbale sono state rese note il giorno dopo la sparatoria al Palazzo di Giustizia. «Odio i magistrati, è colpa loro. Con loro non parlo», ha urlato.
NIENTE TESSERINO. L'imprenditore ha dunque spiegato di essere entrato nell'edificio dal varco riservato agli avvocati senza mostrare alcun tesserino, come invece ipotizzato in un primo momento. «Quando ho superato il varco ho pensato: se mi fanno passare con la pistola, lo faccio... », ha ammesso Giardiello. «Grazie che mi avete fermato», avrebe poi detto alle forze dell'ordine, «avete fatto bene. Avrei ucciso ancora e poi mi sarei suicidato».
IL LEGALE: «NON ERA CON ME». «Giardiello non è entrato nel Palazzo di giustizia insieme a me», ha detto poi aggiunto il suo l'avvocato Michele Rocchetti al procuratore Edmondo Bruti Liberati, che lo ha ascoltato subito dopo gli avvenimenti. L'avvocato Rocchetti difendeva Giardiello nel processo per bancarotta, ed era in aula quando l'uomo ha sparato.
INGRESSO DA VIA MANARA. Riprese video già acquisite dagli inquirenti confermerebbero che l'accesso è avvunuto da via Manara. E, come riferito dallo stesso omicida, nessuna traccia del tesserino e stata trovata dagli inquirenti dopo la perquisizione personale e successivamente a quella dello scooter.

«USCITO TRANQUILLAMENTE DAL TRIBUNALE». Dopo la strage «sono uscito tranquillamente dal tribunale», ha poi spiegato Giardiello. Agli investigatori che lo hanno interrogato, ha rivelato anche di essersi «fermato a Vimercate per prendere un caffè e fumare una sigaretta». Durante le sue prime dichiarazioni alla polizia ha cacciato anche l'avvocato d'ufficio: «Vada via, non la voglio qui, odio i magistrati».
L'11 APRILE INTERROGATORIO DI CONVALIDA. Intanto, è stato fissato per l'11 aprile l'interrogatorio di convalida dell'arresto. Il pm monzese Franca Macchia ha inoltrato al gip la richiesta.
Secondo ambienti giudiziari non sono emersi rilievi penali dai primi accertamenti degli inquirenti sul sistema di sicurezza del Palazzo di Giustizia.

RAFFORZATI I CONTROLLI IN TRIBUNALE. Nel frattempo, nel Palazzo di Giustizia sono stati rafforzati i controlli agli ingressi.
In via Manara, dall'accesso attraverso il quale sarebbe passato Giardiello, si può accedere esibendo tesserini se si è magistrati, avvocati o personale amministrativo.
I controlli, a quanto pare, sono stati più rigorosi con un carabiniere che staziona all'ingresso assieme alle guardie della vigilanza privata.
LUNGA FILA A PORTA VITTORIA. All'entrata principale di corso di Porta Vittoria, invece, dove c'è l'ingresso con metal detector riservato al pubblico si è creata una lunga fila lungo la scalinata e anche qua pare che i controlli siano più stringenti.
Anche in via Freguglia si è creata una piccola fila all'altro ingresso nella parte riservata al pubblico con metal detector, e in quella per gli operatori e personale i controlli sui tesserini sono stati eseguiti con cura.
CARABINIERI ALL'INTERNO. Anche all'interno del Palazzo di Giustizia di Milano, sono stati rafforzati i controlli per la sicurezza, tanto che girando per i corridoi del tribunale si è notata una maggiore presenza di carabinieri in divisa che presidiano l'accesso ad alcune aule.
L'aula della seconda sezione penale al terzo piano del Palazzo, dove Giardiello ha compiuto la strage, è stata chiusa con i sigilli dei carabinieri su disposizione dell'autorità giudiziaria e davanti alla porta è stato lasciato un mazzo di fiori.

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