Claudio Giardiello 150409181653
CRONACA 11 Aprile Apr 2015 1328 11 aprile 2015

Strage Milano, per Giardiello malore in carcere

Il killer sviene prima dell'udienza. Convalidato il fermo e disposta una perizia psichiatrica. Il 10 aprile l'interrogatorio. Funerali di Stato per le vittime. Casinò e fallimenti: la vita del killer.

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Vimercate: Claudio Giardiello alla stazione dei carabinieri dopo la sparatoria nel tribunale di Milano (9 aprile 2015).

Il gip del tribunale di Monza, Patrizia Gallucci, ha convalidato l'arresto di Claudio Giardiello, il killer del tribunale di Milano. Le accuse contestate all'uomo sono omicidio plurimo aggravato, tentato omicidio e porto abusivo di arma.
Il 57 imprenditore non è però stato interrogato perché ha accusato un malore in carcere, prima che iniziasse l'udienza di convalida dell'arresto.
Nel frattempo Palazzo Chigi ha annunciato che ci saranno i funerali di Stato per le vittime della strage.
IN STATO CONFUSIONALE. «Giardiello ha avuto un malore», ha detto l'avvocato Nadia Savoca, «è in stato confusionale e non è in grado di riconoscere neanche il difensore. Ora sta bene e si trova nell'infermeria del carcere».
Il legale ha precisato che l'udienza di convalida dell'arresto si è tenuta alla sua presenza e che il gip Patrizia Gallucci si è riservata la decisione. Non si è invece svolto l'interrogatorio di garanzia, «che verrà successivamente espletato».
L'interrogatorio di garanzia è invece stato calendarizzato per lunedì 13 aprile alle 10 nel carcere di San Quirico di Monza. Nel convalidare l'arresto dell'uomo che ha compiuto la strage nel tribunale di Milano, il gip Gallucci ha infatti emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Dopo l'interrogatorio di garanzia il fascicolo verrà trasmesso a Brescia, competente per le indagini sui magistrati milanesi.
DISPOSTA UNA PERIZIA PSICHIATRICA. Il giudice ha anche disposto una valutazione psichiatrica su Giardiello dopo il malore accusato.
Anche sabato 11 aprile pm e carabinieri di Milano, coordinati dal procuratore aggiunto Alberto Nobili su delega della Procura di Brescia e che nei giorni scorsi hanno tra l'altro sentito tutti gli addetti alla sicurezza in servizio giovedì scorso, sono al lavoro per tentare di ricostruire la dinamica della 'tragedia' e di capire cosa non abbia funzionato nel sistema di sicurezza.
In particolare gli inquirenti hanno intanto proseguito l'analisi dei video catturati dalle telecamere di Palazzo di Giustizia di Milano per cercare di ricostruire da quale ingresso e come l'uomo sia potuto entrare in Tribunale portando con sè una pistola.
IMMAGINI AL VAGLIO DEGLI INQUIRENTI. Due o tre immagini ritraggono persone la cui sagoma sembra quella di Giardiello. Da quanto si è saputo ci sono dei dubbi infatti che sia proprio lui l'uomo che compare nel 'frame' delle 9.19 di giovedì 9 aprile intento ad entrare nell'edificio dall'ingresso di via Manara e che mostrerebbe al personale di servizio un documento. Ci sono dettagli che non tornano, come quello della cravatta che il killer indossava il giorno della strage.
Inoltre, è stato impossibile individuare il documento che avrebbe mostrato perché le immagini sono troppo sgranate.

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