Thailandia Autobomba 150411175406
RISCHIO 11 Aprile Apr 2015 1752 11 aprile 2015

Thailandia, autobomba al centro commerciale

Ragazzina portata in ospedale. Nell'ultimo anno decine di attentati misteriosi.

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I resti delle vetture distrutte dall'autobomba esplosa nel parcheggio del centro commerciale di Samui.

Un'altra esplosione non rivendicata in Thailandia, in cui ha rischiato di rimanere coinvolta anche una bambina italiana. Questa volta più potente e per di più in un luogo turistico. La sera del 10 aprile nel parcheggio sotterreaneo in un centro commerciale dell'isola di Samui, è saltata in aria un'autobomba. Il bilancio è di sei feriti, ma è l'attentanto è l'ultimo di una lunga serie di episodi minori. Sei thailandesi sono stati feriti da schegge, mentre una ragazzina italiana di 12 anni è stata portata per precauzione in un ospedale, dove è stato accertato che a parte lo spavento è rimasta illesa. La polizia locale ritiene che il pick-up esploso sia stato rubato nelle province del sud dove da dieci anni è attiva una guerriglia separatista islamica che ha causato quasi 6 mila morti concentrati in quella striscia di territorio, lontana dai lidi turistici.
IL GOVERNO ACCUSA L'OPPOSIZIONE. Da Bangkok, un portavoce della giunta militare al governo dal maggio del 2014 ha invece puntato il dito contro un non specificato gruppo di oppositori, indicato come responsabile anche delle altre esplosioni che hanno scosso la Thailandia quest'anno. Il quadro è ancora più complicato dal fatto che alla stessa ora, a Surat Thani (un'altra città del Sud), è andato a fuoco il magazzino di una cooperativa di prodotti locali. Non è chiaro se i due eventi siano collegati. Ma il proprietario del complesso è Suthep Thaugsuban, l'ex leader dei manifestanti anti-governativi che l'anno scorso occuparono per sette mesi il centro di Bangkok, preparando il terreno per il colpo di stato del generale Prayuth Chan-ocha.
DECINE DI ESPLOSIONI MISTERIOSE. Negli ultimi dieci anni di profonde divisione politiche la Thailandia è stata colpita da decine di esplosioni misteriose, mai rivendicate e con indagini che non portano a nessuno sviluppo. Oltre alle granate esplose durante le proteste, a Bangkok nella notte di San Silvestro del 2006 scoppiarono nove ordigni che uccisero due persone. La città meridionale di Hat Yai è anch'essa stata colpita da autobomba, e nel dicembre 2013 un altro veicolo bomba fu disinnescato a Phuket, meta turistica per milioni di stranieri all'anno. È probabile che anche stavolta, l'impenetrabilità delle trame politiche in Thailandia contribuirà a offuscare le responsabilità. Riguardo all'attentato di Samui si è già scatenata una ridda di voci che puntano il dito in direzioni opposte. C'è chi vede la responsabilità delle 'camicie rosse' sostenitrici del governo deposto, e che il 10 aprile ricordavano i cinque anni passati dalla sanguinosa repressione di una loro protesta a Bangkok; altri sospettano i secondi fini di una giunta militare che ha fatto intendere di essere incline a rimandare il ritorno al voto a tempo indefinito, se nel Paese non tornerà la stabilità.

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