Tribunale Milano Ingresso 150410215004
FOCUS 11 Aprile Apr 2015 0700 11 aprile 2015

Tribunale Milano, l'ingresso scoperto di via Manara

Gli agenti: seguiamo le procedure. Ma a luglio 2014 il Comune ha tolto la guardia. E il metal detector. Giardiello: malore in carcere. Funerali di Stato per le vittime.

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Tribunale di Milano, l'ingresso di via Manara.

L'ingresso del tribunale di via Manara, quello da dove è passato il killer Claudio Giardiello, era sorvegliato da una guardia giurata privata e sottoposto al controllo del metal detector fino a luglio 2014.
Poi, secondo quanto risulta a Lettera43.it, il comune di Milano da cui dipende l'appalto dei servizi di sorveglianza del palazzo di giustizia ha modificato in corso la tipologia di vigilanza per l'accesso riservato a magistrati, avvocati e giornalisti.
La decisione è stata formalizzata alla società di sorveglianza che lo gestiva, la Allsystem, e il compito è stato affidato a un'altra società, la Securpolice.
NIENTE PERQUISIZIONI. Da allora niente più guardia giurata, né metal detector (di proprietà del comune), ma un 'portiere'. Cioè una persona addetta a verificare semplicemente i titoli di ingresso. Che non può perquisire chi entra, ma nemmeno chiedere di aprire una borsa. Poteva, certo, domandare i documenti o il tesserino di riconoscimento. E però, il 10 aprile, sul sito dell'ordine degli avvocati del capoluogo lombardo è stato pubblicato un comunicato significativo: «In seguito ai tragici fatti l'accesso al palazzo di giustizia sarà consentito agli avvocati e ai praticanti solo previa esibizione del tesserino dell'ordine di appartenenza». A leggere l'avviso, sembra che per i legali il controllo del tesserino non fosse necessario e che tutti ne fossero al corrente. Oltre a quello di via Manara, per gli avvocati c'erano altri tre ingressi preferenziali, paralleli in questo caso alle corsie con il metal detector destinate ai visitatori esterni.
LA VIGILANZA «SEGUE LE PROCEDURE». Il generale Gian Carlo Coscia, da tre anni security manager di Allsystem, cioè la persona che si occupa di verificare il rispetto delle norme da parte delle guardie giurate, spiega a Lettera43.it che vengono semplicemente «seguite le procedure».
Chi deve fare cosa, come, quando e perché: tutto è scritto nel capitolato del bando di gara al momento dell'appalto del servizio. Secondo quanto riferito dal generale, le guardie giurate - negli ingressi presidiati - devono assicurarsi che gli esterni non entrino nel palazzo di giustizia con armi, da fuoco o da taglio, o armi improprie. Uscieri e magistrati del tribunale, però, non vengono controllati. Non c'è nessun accordo nel loro contratto su questo punto. Stesso discorso per gli avvocati. Anche se provengono da tutta Italia. «In tutti i tribunali, gli avvocati hanno una corsia preferenziale», spiega chi frequenta le procure. Peccato che, in alcuni, come il vicino tribunale di Monza, invece del tesserino usino un badge elettronico attraverso il quale possono essere identificati.
ESIGENZE DI SICUREZZA INTERNA. A vigilare sull'operato delle guardie giurate c'è comunque un membro della polizia, pronto a interventi 'di livello superiore'. E nel caso ci sia un'allerta sicurezza la stessa procura comunica la necessità di una stretta sulla sorveglianza. Insomma, le responsabilità, almeno a prima vista, sono stratificate. La scelta delle procedure di controllo resta tuttavia di competenza dalla stazione appaltante, cioè il comune, che le decide in base alle esigenze di sicurezza interna, quindi consultando i responsabili sicurezza del tribunale, cioè il procuratore generale e l'avvocato generale. E infatti, dopo la strage, almeno sul controllo dei tesserini, sono state modificate.

Per l'Expo raggi x, metal detector portatili e dispositivi anti esplosivo

L'Expo partirà il primo maggio 2015.

Per ora dagli accertamenti della procura di Brescia non sono emersi rilievi penali sulle falle della sicurezza del tribunale.
Ma viene da chiedersi cosa possa succedere con l'Expo, a 20 giorni dall'apertura.
La questura sta decidendo le misure di sicurezza che dovranno essere adottate. Dalle forze dell'ordine, ma anche dai 3 mila vigilantes privati che saranno coinvolti nella sorveglianza della manifestazione. Le linee guida dovevano essere comunicate proprio il 9 aprile. Ma la sparatoria al palazzo di giustizia ha fatto slittare l'appuntamento alla prossima settimana.
3 MILA GUARDIE GIURATE. La Allsystem, la stessa società che svolge il servizio di vigilanza su sei dei sette ingressi del tribunale di Milano, è la capofila dell'associazione temporanea di imprese a cui è stata affidata la sorveglianza e il supporto alla gestione del grande evento. Assieme ad altri due istituti di vigilanza privata, Ivri e Sicuritalia, si occuperà del controllo degli accessi e della centrale di comando dell'intera Expo. E assicura che verranno impiegati apparati a raggi X per il controllo bagagli, metal detector fissi e portatili per il controllo dei visitatori, e anche dispositivi per verificare la presenza di materiale esplosivo. Sperando che non ci siano cambiamenti in corso.

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