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GUERRA DI NERVI 12 Aprile Apr 2015 1700 12 aprile 2015

Iran, Netanyahu indica le alternative sul nucleare

«Bisogna chiudere gli impianti illegali e frenare l'aggressione dell'Iran nell'area».

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Barack Obama e Benjamin Netanyahu.

A Teheran l'hanno celebrato con sfilate e cortei. A Washington Obama ne ha fatto un suo vanto, simbolo di una politica estera multilaterale e capace di superare rivalità decennali con nemici storici come Iran e Cuba. Eppure l'accordo di Losanna continua a non piacere al premier israeliano Benjamin Netanyahu.
PERICOLO IRAN. L'uomo forte del Likud ha ribadito ancora una volta la sua idea di un'intesa utile solo all'Iran, messa nelle condizioni di perseverare nella politica atomica e nello stesso tempo di avvantaggiarsi della fine del regime delle sanzioni: «L'Iran ha di nuovo mostrato perché non le si può credere. Insiste nel mantenere i suoi formidabili impianti nucleari nei quali potrebbe produrre bombe nucleari. Insiste nella richiesta di rimozione immediata delle sanzioni. E rifiuta di acconsentire a ispezioni effettive di tutti i suoi impianti sospetti. Allo stesso tempo continua la sua scatenata aggressione nella regione e il suo terrorismo attraverso il mondo».
LE ALTERNATIVE DI NETANYAHU. Netanyahu, rivolgendosi a Obama, ha indicato le due sole possibili alternative all'accordo di Losanna: «La prima è la chiusura della rete illegale degli impianti nascosti dall'Iran alla comunità internazionele. La seconda è legare le sanzioni alla fine dell'aggressione dell'Iran nella regione e verso Israele».
LA LINEA DEL CENTROSINISTRA. Il patto sul nucleare è un piatto mal digerito più o meno da tutti in Israele, al di là dei colori politici. Così anche i due leader del partito di centrosinistra Campo Sionista Isaac Herzog e Tzipi Livni hanno sottolineato la pericolosità delle ambizioni egemoniche di Teheran in Medio Oriente, ambizioni sostenute dal «terrorismo dell'Irane dalle sue attività di sovversione».
Herzog e Livni hanno invece auspicato un rinnovato «dialogo strategico globale, intimo e approfondito con gli Stati Uniti». Insomma, quanto di più lontano dall'attuale linea politica di un Netanyahu che mai ha amato - e ora meno che mai - il presidente degli Stati Uniti Obama.

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