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DENUNCIA 12 Aprile Apr 2015 1042 12 aprile 2015

Papa Francesco: «In corso il genocidio dei cristiani»

Il pontefice ricorda anche lo sterminio gli armeni: «Non dimentichiamolo, è il primo del XX secolo». Ira della Turchia, convocato l'ambiasciatore del Vaticano.

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Papa Francesco.

Papa Francesco, durante la messa per gli armeni, ha sottolineato che c'è un nuovo genocidio in corso, che viene trattato con indifferenza, e le vittime sono i cristiani. «Anche oggi stiamo vivendo una sorta di genocidio causato dall'indifferenza generale e collettiva, dal silenzio complice di Caino che esclama: 'A me che importa? Sono forse io il custode di mio fratello?'».
«C'È UNA GUERRA MONDIALE A PEZZI». «In diverse occasioni», ha aggiunto il pontefice, «ho definito questo tempo un tempo di guerra, una terza guerra mondiale a pezzi, in cui assistiamo quotidianamente a crimini efferati, a massacri sanguinosi e alla follia della distruzione. Purtroppo ancora oggi», ha aggiunto, «sentiamo il grido soffocato e trascurato di tanti nostri fratelli e sorelle inermi, che a causa della loro fede in Cristo o della loro appartenenza etnica vengono pubblicamente e atrocemente uccisi - decapitati, crocifissi, bruciati vivi -, oppure costretti ad abbandonare la loro terra».
«RICORDARE GLI ARMENI È DOVEROSO». Salutando la comunità armena ha commentato: «La nostra umanità ha vissuto nel secolo scorso tre grandi tragedie inaudite: la prima, quella che generalmente viene considerata come il primo genocidio del XX secolo essa ha colpito il vostro popolo armeno - prima nazione cristiana. Oggi ricordiamo con cuore trafitto dal dolore, ma colmo della speranza nel Signore Risorto, il centenario di quel tragico evento, di quell'immane e folle sterminio, che i vostri antenati hanno crudelmente patito».
«Ricordarli è necessario, anzi, doveroso», ha aggiunto, «perché laddove non sussiste la memoria significa che il male tiene ancora aperta la ferita; nascondere o negare il male è come lasciare che una ferita continui a sanguinare senza medicarla!».
«PACE TRA ARMENI E TURCHI». Il papa ha poi fatto un appello alla pace: «Dio conceda che si riprenda il cammino di riconciliazione tra il popolo armeno e quello turco, e la pace sorga anche nel Nagorno Karabakh. Si tratta di popoli che, in passato, nonostante contrasti e tensioni, hanno vissuto lunghi periodi di pacifica convivenza, e persino nel turbine delle violenze hanno visto casi di solidarietà e di aiuto reciproco. Solo con questo spirito», ha aggiunto il papa, «le nuove generazioni possono aprirsi a un futuro migliore e il sacrificio di molti può diventare seme di giustizia e di pace».
LE REPLICHE DALL'ESTERO. Le parole di Bergoglio non sono piaciute alla Turchia, che ha convocato l'ambasciatore del Vaticano e richiamato il suo alla Santa Sede. Appoggio, invece, da parte del presidente armeno Serzh Sarkysyan. «Distinguo il governo turco dal popolo turco», ha detto, «sono convinto che le parole del Papa toccheranno le menti e i cuori di molti turchi che avranno una opportunità di riconsiderare il genocidio degli armeni e di liberarsi del peso della storia. La nostra lotta che ormai compie 100 anni sta dando i suoi frutti. Con queste celebrazioni in San Pietro il Santo Padre ha lanciato un messaggio vigoroso alla comunità internazionale».

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