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BUONE AZIONI 12 Aprile Apr 2015 1800 12 aprile 2015

Sea Watch, la nave tedesca che salva i migranti

Hanno rimesso a nuovo una barca. E ora sono pronti a salpare dalla Germania. In soccorso dei profughi del Mediterreaneo. Nuova tragedia tra Libia e Italia.

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da Berlino

Il peschereccio Sea Watch pronto per prendere il largo e aiutare in migranti nel Mediterraneo.

Dopo aver trascorso i mesi invernali, per sua fortuna non troppo freddi, nelle acque del porto di Amburgo, Tilmann Holsten è ora pronto a solcare le più tiepide acque del Mediterraneo. Lo farà con il Sea Watch, un vecchio peschereccio rimesso a nuovo insieme con un gruppo di amici volontari con un obiettivo tanto idealistico quanto dimostrativo: pattugliare le acque a Sud della Sicilia per salvare quanti più profughi possibile e denunciare, allo stesso tempo, la decisione dell'Unione europea di abbandonare il vecchio programma Mare Nostrum e voltare la faccia dall'altra parte.
IN AIUTO DEI PROFUGHI. L'iniziativa è partita da quattro famiglie di una piccola cittadina del Brandeburgo, Bornim, impegnate in un primo tempo a trovare una sistemazione per un gruppo di profughi provenienti dall'Africa. Un'iniziativa controcorrente, viste le crescenti reazioni negative e violente in molte zone della Germania verso le politiche di accoglienza.
Da questo primo impegno è nata l'idea di raccogliere denaro per lanciare l'iniziativa di Sea Watch: comperare il peschereccio, finanziare la spedizione e affidarla a un capitano esperto.

  • La preparazione del Sea Watch (video da YouTube).


BATTELLO DA 60 MILA EURO. Holsten è un marinaio e con le barche e il mare ci sa fare. Il peschereccio, un battello di 21 metri squadrato e robusto come devono essere gli scafi abituati a navigare fra le tempeste del Mare del Nord, è andato a prenderlo a prezzi di saldo nella vicina Olanda. È costato 60 mila euro e molto lavoro per metterlo in condizione di pendolare per mesi da Sud a Nord e da Est a Ovest, laggiù in quel braccio di mare divenuto tristemente famoso per la strage di donne e uomini in fuga dalle guerre e dalla fame.
Cavi elettrici, vernice da rimuovere, acqua di sentina da svuotare, marcescenze del legno da riparare. Tutto concluso nei tempi prestabiliti: con l'inizio della primavera l'avventura politico-umanitaria è pronta a salpare.

Strumentazione all'avanguardia per monitorare il Mediterraneo

L'equipaggio del Sea Watch è composto da otto persone: la missione è avvistare i barconi dei migranti e avvisare i mezzi di salvataggio di Frontex.

Il pezzo forte del Sea Watch è un apparecchio di comunicazione satellitare capace di assicurare un continuo monitoraggio delle situazioni di emergenza. Strumento indispensabile per portare a termine le missioni di salvataggio.
Ogni imbarcazione che dovesse trovarsi in difficoltà, anche di grossa stazza, potrà essere individuata dalla barca tedesca, in grado di rilanciare i messaggi di emergenza alle più attrezzate navi di soccorso che operano nel Mediterraneo. Resta da vedere come gli operatori ufficiali si integreranno con il Sea Watch e se l'intervento dei generosi volontari sarà accolto positivamente o con scetticismo.
IN OTTO SUL NATANTE. Holsten ha, però, altre preoccupazioni: innanzitutto quella di completare l'equipaggio tra le decine di candidature arrivate (medici e ingegneri navali, punk e fricchettoni) che sarà composto da otto persone e che dopo qualche settimana dovrà fare a meno di lui, costretto a rientrare alla base per lavorare. I mesi estivi sono quelli in cui il marinaio si guadagna da vivere scarrozzando su una barca a vela i turisti sul Mar Baltico.
Ma l'obiettivo è chiaro: il Sea Watch si concentrerà nello specchio di mare fra Malta e la Libia, a un'ottantina di chilometri da Lampedusa, laddove avvengono l'80% dei naufragi. Solo nel 2014 la conta dei morti ha raggiunto 3.500 persone.
AVVISARE I SOCCORRITORI. La barca sarà attrezzata con viveri, acqua potabile e vesti di salvataggio, sarà in grado di prestare il primo soccorso ma non caricherà a bordo nessun profugo per evitare di incorrere nel reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Piuttosto il compito dei volontari attivisti sarà di rilanciare l'allarme ai soccorritori ufficiali. Una sorta di Sos galleggiante.
MONITORARE L'AZIONE UE. Qui entra l'azione di denuncia politica di Holsten: verificare che l'intervento degli operatori preposti sia davvero tempestivo ed efficace, documentare tutto con videocamera e foto, sensibilizzare l'opinione pubblica soprattutto tedesca sulle lacune della politica di accoglienza dell'Ue.
«Il nostro bersaglio non sono gli addetti della guardia costiera italiana», ha detto allo Spiegel Johannes Bayer, un ingegnere navale già selezionato da Holsten, «loro svolgono egregiamente il loro lavoro, ma i responsabili di Bruxelles e gli uomini di Frontex».

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