Felicita 120416151135
DATI 13 Aprile Apr 2015 0708 13 aprile 2015

Italia in crisi anche nella classifica del benessere

Social Progress Index: il nostro Paese scende al 31esimo posto. Tra i mali c'è la corruzione.

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Oltre alla crisi economica, l'Italia deve fare i conti con quella interiore. Dei cittadini. E il quadro non è molto roseo. Almeno secondo quanto risulta dalla classifica del benessere (Social Progress Index), una pagella stilata da Michael Porter dell'università di Harvard, che misura la qualità della vita in 133 Paesi, calcolando 58 parametri.
TROPPI FUORI CORSO. L'Italia sta lentamente scendendo. Il nostro Paese è passato dal 29esimo al 31esimo posto, in una situazione che presenta tinte molto diverse. Ad esempio, siamo secondi nella classifica della vita media, dietro al Giappone, grazie anche a un buon sistema sanitario. Ma il rovescio della medaglia sono gli obesi (17,6% della popolazione), la scarsa attenzione all'ambiente, la corruzione, la criminalità e i troppi studenti fuori corso.
MALE L'ACCESSO A INTERNET. Un dato inquietante è l'indice sulle persone che non si sentono padrone della loro vita. Secondo quanto emerso, il 61% dice di essere libero di fare le proprie scelte. Una percentuale che guardando a questo parametro ci fa scendere al 91esimo posto, dietro a Yemen, Mali e Libia.
DIFFICILE ACESSO AI CONTRACCETTIVI. La corruzione ci fa scivolare al 52esimo posto, ma altre ombre sono l'accesso a Internet, dove siamo 46esimi e l'indice di criminalità percepita, dove scendiamo in 93esima posizione.
Anche per quanto riguarda l'apertura mentale non ce la caviamo bene. Sule versante dell'apertura all'omosessualità siamo 27esimi, mentre sull'accesso ai metodi di contraccezione siamo 80esimi, testa a testa con Laos e Malawi.
IN TESTA I SOLITI NOTI. In testa alla classifica globale ci sono i soliti noti, ovvero Norvegia, Svezia, Svizzera, Islanda e Nuova Zelanda. Mentre secondo questi parametri gli Stati Uniti non riescono a svettare: sono primi economicamente, ma qui si fermano al 16esimo posto.
A penalizzare gli Usa ci sono ad esempio il 38esimo posto per la mortalità infantile e il 55esimo per le mamme morte di parto. Dirette conseguenze di un sistema sanitario carente, che non garantisce un'accessibilità adeguata.

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