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EMERGENZA 13 Aprile Apr 2015 0957 13 aprile 2015

Migranti, nuova tragedia tra la Libia e l'Italia

Barcone capovolto: dieci le vittime. Salvi 144. In tre giorni 6 mila soccorsi.

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Un barcone carico di migranti nelle acque del Canale di Sicilia.

Ennesima tragedia nel Canale di Sicilia, morti quasi annunciati visti i quotidiani sbarchi con mezzi di fortuna dei migranti.
Nove cadaveri sono stati recuperati dalla Guardia costiera italiana a circa 80 miglia dalle coste della Libia, nell'area dove si è capovolto un barcone carico di migranti diretto verso l'Italia. Sono state salvate altre 144 persone.
Una decima vittima è stata recuperata su un gommone di soccorso.
RICERCHE DEI DISPERSI. Nell'area sono in corso ricerche di eventuali dispersi, alle quali partecipa anche un aereo Atr 42 della Guardia costiera. I superstiti sono stati trasferiti su una nave della Marina Militare impegnata nell'operazione Triton, che ha fatto rotta verso la Sicilia.
QUASI 6 MILA MIGRANTI SOCCORSI IN TRE GIORNI. Dal 10 al 12 aprile sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia 5.629 migranti diretti verso l'Italia. Nella sola giornata del 12 aprile il Centro Nazionale Soccorso della Guardia costiera ha coordinato gli interventi di assistenza a 22 unità, gommoni e barconi fatiscenti. Il 13 aprile sono arrivate 10 segnalazioni di unità in rovina cariche di migranti dirette dalla Libia verso l'Italia.
Secondo l'Unchr sarebbero oltre 500 le vittime da inizio 2015 nel Mediterraneo, trenta volte in più rispetto allo stesso periodo del 2014.
OLTRE 15 MILA ARRIVI DA INIZIO ANNO. L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha riferito che nel weekend circa 2.800 migranti sono stati tratti in salvo al largo delle coste italiane nel corso di diverse operazioni, portando il totale degli arrivi dall'inizio dell'anno a oltre 16 mila.
E gli scenari sono preoccupanti se si pensa all'arrivo della bella stagione e ai numeri forniti da Frontex che oscillano tra 500 mila e un milione di profughi pronti a partire dal Paese nordafricano.
ANSIA PER IL VIMINALE. Al Viminale è dunque forte la preoccupazione sul fronte dell'accoglienza.
Sono già oltre 80 mila le persone ospitate, di cui circa 14 mila minori non accompagnati.
Ma servono altri alloggi e per questo motivo sono stati allertati i prefetti per individuare nuove strutture.
Sempre in piedi l'idea di adattare alcune caserme che la Difesa è pronta a dismettere.
La strada per frenare i flussi, come ha ricordato il premier Matteo Renzi, passa attraverso la stabilizzazione della Libia.
Della difficile situazione del Paese il presidente del Consiglio ha discusso a Palazzo Chigi insieme ai ministri Angelino Alfano, Paolo Gentiloni e Roberta Pinotti.
MOGHERINI: «SERVE PARTENERSHIP REALE». In attesa di una tregua, la proposta messa sul tavolo dall'Italia è quella di creare 'safe harbours', centri di raccolta profughi in Africa, nei Paesi di transito dei flussi per lo screening degli aventi diritto all'asilo ed un'equa distribuzione tra i 28 Stati Ue.
L'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, ha auspicato una «partnership reale, non burocratica», tra Ue e Paesi africani.

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