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GIUSTIZIA 14 Aprile Apr 2015 1607 14 aprile 2015

Caso Boffo, la 'talpa' condannata a due anni

L'ex cancelliere Francesco Izzo violò il casellario giudiziario dell'allora direttore dell'Avvenire.

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Dino Boffo.

Il giudice monocratico Paola Lombardi, del tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), ha condannato a due anni di carcere l'ex cancelliere Francesco Izzo, imputato per accesso abusivo al sistema informatico, in quanto, secondo l'accusa, consultò nel marzo del 2009 il casellario per ottenere il certificato penale dell'ex direttore dell'Avvenire Dino Boffo.
RISARCIMENTO A BOFFO. Izzo dovrà anche risarcire Boffo, la somma sarà quantificata successivamente. Il 28 agosto del 2009 il quotidiano Il Giornale allora diretto da Vittorio Feltri pubblicò gli estremi di un decreto penale di condanna emesso il 9 agosto del 2004 dal gip di Terni a carico di Boffo per il reato di molestia alle persone, che comminava un'ammenda di 516 euro che l'ex direttore del quotidiano dei vescovi pagò regolamente: la vicenda era relativa a presunte molestie telefoniche, ma la relativa querela presentata dalla vittima fu ritirata. Lo stesso Boffo si difese sostenendo che le telefonate erano state fatte dal suo telefono, ma a sua insaputa e da qualcun altro.
ACCUSE RITRATTATE. Per queste accuse, poi ritrattate dallo stesso Feltri, Boffò lasciò la direzione dell'Avvenire il 3 settembre del 2009. «Non c'era nessuna ragione legittima perché il cancelliere Francesco Izzo consultasse il casellario giudiziario in relazione a Dino Boffo», disse in aula durante un'udienza del processo la responsabile del casellario del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Lea Biasiucci. «Quella consultazione a carico di Boffo» - ammise la testimone - «non fu richiesta né dal legittimo interessato né da una pubblica amministrazione».

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