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TRAGEDIA 14 Aprile Apr 2015 0934 14 aprile 2015

Sicilia, corpo di un migrante dilaniato dagli squali

Fermato lo scafista respondabile dell'ultimo sbarco a Pozzallo. Nella notte soccorsi 1.169 profughi.

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Un barcone carico di migranti nelle acque del Canale di Sicilia.

È approdata di notte nel porto di Palermo la nave Gregoretti della Guardia costiera con 1.169 profughi, tra i quali donne e bambini, raccolti nel Canale di Sicilia in seguito a diversi interventi di soccorso. Le operazioni di sbarco e di identificazione dei migranti, fra i quali vi sono decine di minori non accompagnati, sono ancora in corso. La macchina dell'accoglienza, con la partecipazione della Croce rossa, della Protezione civile e dei volontari delle associazioni umanitarie, è coordinata dalla prefettura di Palermo. I profughi - in gran parte somali, eritrei e qualche siriano - saranno adesso trasferiti verso centri di accoglienza non solo della provincia di Palermo, ma anche del resto d'Italia.
SCAFISTA FERMATO. Intanto, la polizia di Stato di Ragusa ha fermato il presunto scafista dello sbarco di migranti del 13 aprile a Pozzallo. È il 14esimo del 2015 ed è originario della Guinea.
All' uomo non è contestato soltanto il favoreggiamento dell' immigrazione clandestina, ma anche la morte, derivante da altro reato, di un migrante, deceduto durante la traversata dopo aver esalato benzina che si era rovesciata per il mare mosso. La salma, hanno riferito testimoni, è stata gettata in mare e il corpo è stato dato dilaniato da squali che seguivano il gommone.
«I NIGERIANI NON VOLEVANO GETTARLO». «L'abbiamo visto accasciarsi», hanno detto agli agenti i migranti, «ha vomitato e poi è caduto giù al centro della barca; credevamo si riprendesse ma cosi non è stato. qualcuno lo voleva gettare ma i nigeriani non hanno voluto hanno detto che lui viaggiava con noi». Ma «ad un certo punto», ha concluso un testimone, «ho visto che lo gettavano in acqua credo per il poco spazio o perché stava arrivando la barca che ci ha soccorsi».

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