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DRAMMA 16 Aprile Apr 2015 1934 16 aprile 2015

Orrore in Francia, bimba di 9 anni stuprata e uccisa

La piccola rapita davanti agli occhi della madre in un'area giochi. Il killer, pregiudicato, ha confessato.

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Un'auto della polizia francese.

Orrore a Calais, città portuale nel nord della Francia, per la morte della piccola Chloé, 9 anni, rapita davanti agli occhi della madre in un'area giochi, poi stuprata e uccisa dal sequestratore che ha già confessato tutto azzardando un'assurda giustificazione: «La bimba mi aveva attaccato con una pistola ad acqua».
IL KILLER PREGIUDICATO. L'omicida, subito fermato, è un pregiudicato polacco di 38 anni, Zbigniew H., condannato a sei anni nel 2010 ed espulso dalla Francia dopo ripetuti furti e violenze. «Mi chiedo come potesse ancora girare nel nostro Paese», ha denunciato la madre distrutta dal dolore.
Tutto è cominciato il 15 aprile. La donna stava portando la piccola a lezione di danza quando, dopo essersi fermata con lei in un giardino, ha visto all'improvviso un uomo prendere di peso la figlia, portarla in auto e sparire in pochi istanti. «Hanno preso Chloé! Hanno preso Chloé!», ha gridato, suscitando la mobilitazione immediata degli abitanti del quartiere e delle forze dell'ordine, purtroppo vana.
BAGNATO DALLA BIMBA CON UNA PISTOLA D'ACQUA. L'uomo è stato fermato poco dopo il barbaro assassinio. «Ha immediatamente riconosciuto la sua implicazione nella morte della bimba», ha riferito il procuratore de Boulogne-sur-Mer, Jean Pierre Valensi, riportando poi la versione rilasciata dal killer durante il fermo. Agli inquirenti, il criminale recidivo ha spiegato che la bambina aveva cominciato a prenderlo di mira con una pistola ad acqua. «Era giunto ieri mattina con lo scopo di recarsi dalla sorella, in Inghilterra. Nel pomeriggio, stazionava a rue Bossuet per bere una birra, quando una bambina gli si è avvicinata, inzuppandolo con una pistola ad acqua, era Chloé. L'uomo allora l'ha afferrata e costretta a salire sul retro del suo veicolo, prima di fermarsi all'altezza del bosco». Quello che segue è agghiacciante. «Dalle prime constatazioni» - ha precisato nel racconto - «sono emerse tracce di strangolamento e violenze sessuali».
USCITO DAL CARCERE NEL 2014. Rivolgendosi ai cronisti in una Francia sotto shock, il magistrato è anche tornato sul pesante passato giudiziario del sospetto, già «condannato una prima volta a quattro anni di reclusione dal tribunale di Boulogne-sur-Mer per estorsione, sequestro e furto aggravato, il 4 novembre 2004» e poi una seconda volta il 30 marzo 2010 a sei anni «per fatti simili». Grazie alle disposizioni sul carcere preventivo, è uscito di cella nel 2014, consegnato immediatamente alle autorità polacche, che ne reclamavano l'estradizione nel quadro di un mandato d'arresto europeo emesso nel 2010, per fatti legati a una vecchia rapina realizzata a Varsavia.
POLEMICHE SUL SISTEMA GIUDIZIARIO. In una testimonianza al Parisien, Micheline racconta di essere stata anch'essa vittima di un'aggressione da parte di Zbigniew H. Mentre sul fronte politico infuriano le polemiche. Com'è possibile che un criminale già noto alla polizia ed interdetto dal territorio della Francia circolasse ancora indisturbato?.

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