Immigrazione 130622093647
EMERGENZA 17 Aprile Apr 2015 1028 17 aprile 2015

Immigrazione, a Pozzallo sbarcano altre 300 persone

Centro di accoglienza in tilt. In una settimana sono stati soccorsi oltre 11 mila profughi. La Cei: «L'Europa se ne lava le mani».

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Migranti a bordo di una barcone.

È iniziato la mattina del 17 aprile lo sbarco nel porto di Pozzallo di 301 migranti che erano a bordo di nave Fiorillo. Gli extracomunitari sono rimasti nella notte a bordo, sono stati fatti scendere solo coloro che accusano malori e infortuni, perché bisognava prima liberare il centro di prima accoglienza saturo per i due precedenti sbarchi.
A bordo di nave Fiorillo vi erano 236 uomini, 45 donne e 23 minori. Intanto la polizia, in collaborazione con carabinieri e guardia di finanza, ha fermato un tunisino accusato di essere lo scafista dell'imbarcazione soccorsa da nave Fiorillo. Il provvedimento, emesso dalla procura di Ragusa, ipotizza il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina ed è stato eseguito dalla squadra mobile della questura.
SOCCORSE 11 MILA PERSONE. Nell'ultima settimana, nel Canale di Sicilia sono stati 11 mila i migranti soccorsi da unità navali della Guardia Costiera e del dispositivo Frontex. Nella giornata del 16 aprile sono stati raggiunti a ridosso delle acque libiche 4 gommoni e un barcone carichi di migranti.
Gli interventi, coordinati dal Centro nazionale di soccorso della Guardia costiera e ai quali hanno partecipato anche unità della Marina militare, della Guardia di finanza e due mercantili, hanno consentito di trarre in salvo 574 persone, che in queste ore vengono trasferite in Italia.
MINISTRI UE: «EUROPA REAGISCA». I ministri degli Affari Ue di Francia, Germania, Italia e Slovaccia, riuniti a Cesena, hanno ribadito che «gli ultimi tragici eventi nel Mediterraneo richiedono una reazione forte e comune dell'Europa perché è una tragedia che riguarda tutta l'Europa e che richiede una risposta europea risoluta e una politica migratoria comune e coerente».
FONTI UE: «MANCA CONSENSO PER TRITON». Intanto fonti diplomatiche europee, in vista del Consiglio Esteri in programa lunedì 10 aprile, hanno spiegato che i limiti dell'operazione Triton «li vediamo ed è chiaro che in assenza di un governo in Libia i rischi per terrorismo e ondate migratorie crescono ma tra i 28 non c'è ancora la volontà collettiva di un'azione marittima più forte».

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