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PROCESSO 17 Aprile Apr 2015 1158 17 aprile 2015

Stato-mafia, il pentito D'Amico: «Mancino e Martelli dietro trattativa»

Il collaboratore di giustizia: «Temo per me e la mia famiglia. Se mi tutelate, vi racconto tutto». E sul ministro dell'Interno Alfano aggiunge: «Eletto dalla mafia».

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Totò Riina, ex capo dei capi della mafia, in manette.

«I nomi che farò oggi sono di persone capaci di tutto, possono entrare nelle carceri e uccidere simulando suicidi e morti naturali. Sono loro che dirigono la politica e cercheranno di togliermi di mezzo, come volevano fare con lei, dottor Di Matteo». Il pentito messinese Carmelo D'Amico, testimone al processo sulla trattativa Stato-mafia, ha iniziato così la sua deposizione.
Il collaboratore di giustizia, rispondendo alle domande del pubblico ministero Nino Di Matteo, ha detto di temere per la propria vita e per quella dei suoi familiari, non ancora trasferiti in località protetta.
Autoaccusatosi di circa 30 omicidi, D'Amico ha rivelato di essersi pentito dopo la scomunica ai mafiosi di papa Francesco.
«RIINA NON VOLEVA TRATTARE». «Il boss Rotolo mi rivelò che, spinti dai Servizi, i ministri Mancino e Martelli si rivolsero a Ciancimino, tramite Cinà, per arrivare a Riina e Provenzano. Riina non voleva accettare i contatti, poi fu convinto da Provenzano e insieme scrissero alcuni punti, come quelli sull'alleggerimento delle normative sui sequestri dei beni».
«Non ho detto tutto per paura, temo per me e per la mia famiglia, ma se mi tutelate, dico tutto», ha aggiunto il pentito.
Il presidente della corte d'assise di Palermo lo ha invitato a dire tutta la verità, assicurandogli protezione per sé e la famiglia.
«ALFANO ELETTO CON I VOTI DELLA MAFIA». «Tra i politici che hanno fatto accordi con Cosa nostra ci sono anche Angelino Alfano e Renato Schifani, che sono stati eletti con i voti della mafia», ha proseguito D'Amico, affermando di aver appreso della circostanza in carcere. «Alfano lo aveva portato la mafia, ma lui poi le ha girato le spalle».
Sulla nascita di Forza Italia, il collaboratore di giustizia ha spiegato: «Forza Italia è nata perché l'hanno voluta i Servizi segreti, Riina e Provenzano per governare l'Italia. Berlusconi era una pedina di Dell'Utri, Riina, Provenzano e dei Servizi». I boss in carcere, secondo D'Amico, alle elezioni del 1994 votarono tutti Forza Italia.

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