Acido Martina Levato 150108140036
CRONACA 18 Aprile Apr 2015 1434 18 aprile 2015

Aggredito con acido, «fu associazione a delinquere»

Il gip di Milano nell'ordinanza: «Formavano una vera banda. La coppia è più pericolosa dei mafiosi».

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La studentessa bocconiana Martina Levato viene portata nell'aula delle direttissime del palazzo di Giustizia di Milano.

Martina Levato e Alexander Boettcher, la cosiddetta 'coppia diabolica', e Andrea Magnani, il complice, già detenuti per le lesioni gravissime causate con l'acido al 22enne Pietro Barbini formavano «una vera e propria banda».
È questa la conclusione a cui sono giunti gli investigatori della polizia di Stato che il 18 aprile hanno recapitato ai tre un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Milano.
Secondo le risultanze delle indagini i tre avrebbero costituito una vera e propria associazione per delinquere responsabile dell'aggressione ai danni di altre due persone.
TENTÒ DI EVIRARE UN EX. Martina Levato, inoltre, è accusata anche di un tentativo di evirazione, avvenuto il 19 maggio 2014, in danno di uno studente della Cattolica, con cui la donna aveva avuto una breve relazione sentimentale.
«Chi scrive ha avuto a che fare con delinquenti di ogni livello e categoria. Mafiosi,'ndranghetisti, rapinatori a mano armata, terroristi pronti a uccidere persone inermi, assassini di professione. Ebbene, mai si è avvertita una percezione di così intenso pericolo». È un passaggio dell' ordinanza del gip di Milano Giuseppe Gennari, emessa su richiesta del pm Marcello Musso nei confronti di Levato, Boettcher e Magnani.
«MENZOGNE E NESSUNO SCRUPOLO SESSUALE». Il pm di Milano ha scritto nella richiesta di custodia cautelare a carico dei tre giovani che Martina, la studentessa bocconiana, sarebbe stata «tutt'altro che plagiata dal Boettcher». Evidenziando anche la «mancanza di scrupoli sessuali» della ragazza e le «sue menzogne volte a manipolare ed a coprire gli inganni». La coppia, infatti, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe aggredito con l'acido una serie di persone che erano entrate in contatto con la studentessa, mettendo in atto una sorta di azioni «purificatorie».
«LEVATO NON FU PLAGIATA». Si deve concludere, scrive il pm, «giudicando che la Levato, tutt'altro che plagiata dal Boettcher, semmai ha comportamenti sessuali anomali o bizzarri, ma liberamente scelti e variati in relazione ai diversi partner ed ai dissimili 'appetiti' che le suscitano; comportamenti che si distinguono dalla perversione sessuale perché si tratta di comportamenti che due partner decidono di assumere liberamente se lo desiderano, e non possono essere ritenuti patologici». Nella «ricostruzione probatoria che si sta conducendo» - spiega il pm - «del circuito di relazioni emerso tra i primi due indagati e le vittime dei gravi delitti in esame, all'interno della coppia Levato-Boettcher e verso l'esterno, risulta centrale la menzogna, caratteristica fondamentale della comunicazione della Levato».
«SONO TRE SERIAL KILLER». Per il gip «i tre sono serial killer» e per loro «evidentemente colpire il viso delle vittime serve a cancellare la loro identità e quindi a cancellarle dalla vita di Martina Levato». Nell'ordinanza si legge anche che la cosiddetta 'coppia diabolica', con l'aiuto del basista Magnani, per oltre un mese, dalla metà dello scorso ottobre e fino a fine novembre, avrebbe cercato di colpire e sfigurare il fotografo Giuliano Carparelli il quale, a metà novembre, riuscì a proteggersi con un ombrello dal lancio della sostanza corrosiva. E tra questi tentativi di aggredire Carparelli «vi è l'orrenda parentesi» - spiega il giudice - «dell'errore di persona», la «storia, allucinante» di Stefano Savi, sfregiato il 2 novembre perché scambiato per Carparelli.

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