Airone 150419085838
CASO 19 Aprile Apr 2015 0857 19 aprile 2015

Peschereccio Airone, rientro a Mazara e dubbi sul sequestro

Un video di SkyTg24 smentisce la tesi dell'attacco a largo della Libia. L'equipaggio interrogato dal pm di Marsala.

  • ...

Il peschereccio Airone rientrato nel porto di Mazara del Vallo.

Intorno alla mezzanotte è approdato al porto nuovo di Mazara del Vallo il peschereccio Airone, che secondo la ricostruzione delle autorità italiane sarebbe sfuggito venerdì 17 aprile a un tentativo di sequestro a largo delle coste libiche. Ma 48 ore dopo i fatti emergono dubbi su come siano andate davvero le cose.
Un video trasmesso da SkyTg24, infatti, sembra raccontare una versione diversa. Il peschereccio italiano sarebbe stato colto dalla Guardia costiera di Misurata mentre pescava senza autorizzazione all'interno della Zona di protezione della pesca, istituita dalla Libia nel 2005.


INCHIESTA DELLE PROCURE DI MARSALA E CATANIA. L'equipaggio, all'arrivo a Mazara, è stato condotto nella Capitaneria di porto dove è stato interrogato per quattro ore dal pm della procura di Marsala, che sulla vicenda ha aperto un'inchiesta. Un altro filone d'indagine è stato avviato dalla procura di Catania, con l'ipotesi di sequestro di persona e violenza privata.
Secondo la Marina militare italiana, l'intervento di un mezzo facente parte dell'operazione «Mare sicuro» avrebbe sventato il sequestro dell'imbarcazione da parte di militari libici armati. Il peschereccio italiano sarebbe stato impegnato in una battuta di pesca del gambero rosso, a circa 90 chilometri a Nord Ovest di Misurata.
GIORNALISTA A BORDO. Una giornalista italiana, Nancy Porsia, era però a bordo della nave della Guardia costiera libica che ha fermato il peschereccio. Il suo video non racconta di un tentativo di sequestro: il peschereccio, secondo questa versione, era in acque libiche, all'interno delle quali non poteva pescare, a 27 miglia dalla costa.
Il capitano libico, dopo aver controllato i documenti dell'imbarcazione, avrebbe chiesto all'Airone di fare rotta verso Misurata e avrebbe fatto salire a bordo del peschereccio un militare disarmato, che però sarebbe stato rinchiuso nella stiva dai marinai. Il peschereccio italiano si sarebbe quindi dato alla fuga e solo successivamente sarebbe intervenuta la Marina militare italiana, prendendo in consegna il militare libico, che sarebbe stato poi condotto ad Augusta, in provincia di Siracusa. Sulla destinazione, però, non c'è ancora una conferma ufficiale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati