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DOPO IL DRAMMA 20 Aprile Apr 2015 0840 20 aprile 2015

Strage migranti, Renzi: «Risolvere problema in Libia»

Il premier ribadisce che «l'Ue deve affrontare il tema in modo più serio rispetto al passato».

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Il premier Matteo Renzi.

Matteo Renzi non ha usato giri di parole sulla strage di migranti nel Mediterraneo. «Bisogna risolvere alla radice il problema della Libia», ha detto il premier ai microfoni di Rtl lunedì 20 aprile mentre i primi superstiti dell'ecatombe del Mediterraneo sono approdati a Malta. E ha lanciato un nuovo appello a Bruxelles, dopo quello in cui aveva chiesto di non lasciare sola l'Italia ad affrontare il dramma: «All'Europa chiediamo di affrontare il tema in modo più serio rispetto al passato».
NIENTE TRUPPE IN LIBIA. Mentre l'Ue sta valutando cinque opzioni di intervento in Nord Africa, secondo Renzi «in questo momento in Libia intervenire con forze internazionali in terra ferma è un rischio assolutamente eccessivo». Per il capo del governo, invatti, non è possibile «pensare di mandare decine di migliaia di uomini senza una strategia» e solo «sull'onda del'emozione» e per questo ha escluso la «possibilità della presenza di uomini di terra». Almeno per ora.

AZIONE ANTI-SCAFISTI. Piuttosto, Renzi ha spiegato che serve «un'operazione condivisa in Europa, ma mirata contro gli scafisti»: «Ci sono tutte le condizioni per farlo», ha chiarito il segretario del Partito democratico. Si tratterebbe, secondo quanto spiegato di «interventi mirati» per colpire questi criminali che «vanno affidate alla giustizia», eseguendo operazioni come quella di lunedì 20 aprile che ha portato a sgominare una rete di trafficanti di esseri umani. «L'Italia ha arrestati 976 scafisti, è possibile che lo facciamo solo noi?», ha chiesto polemicamente Renzi che sull'ultima strage ha aggiunto: «La magistratura sta indagando per capire se lo scafista è tra i sopravvissuti».
IN CONTATTO COI LEADER UE. Ecco perché il presidente del Consiglio, che ha ammesso di aver sentito la cancelliera tedesca Angela Merkel e il premier greco Alexis Tsipras, è tornato lanciare un appello al Consiglio europeo che «può tenere una posizione unanime e condivisa» sui temi della Libia e dell'immigrazione.
Secondo quanto si è appreso, il vertice Ue straordinario si dovrebbe tenere giovedì 23 aprile: il presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, sta appunto consultando i 28 governi europei per fissare la riunione.
MEA CULPA DELLA FRANCIA. Anche perché c'è chi, come la Francia, ha ammesso, attraverso il portavoce del governo di Parigi, Stephane Le Foll, di «non essere stata all'altezza della situazione», tanto da aver chiesto di «aumentare la sorveglianza nel Mediterraneo».
NEL 2014 3.500 MORTI. Non bisogna, infatti, dimenticare che stando alle cifre diffuse da Vincent Cochetel, direttore europeo dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), solo nel 2014 «almeno 219 mila persone hanno attraversato il Mediterraneo e ben 3.500 vite sono state perse».
NON MILITARIZZARE IL MARE. Parlando a Rtl, poi, Renzi ha bacchettato anche i politici «che fanno polemiche per prendere un voto»: un chiaro riferimento al segretario della Lega Nord Matteo Salvini che ha chiesto il «blocco navale», e a Daniela Santanchè, secondo la quale l'unica soluzione è «affondare i barconi» (su Silvio Berlusconi, invece, il segretario del Pd ha avuto parole di elogio apprezzandone le «posizioni sagge»).
«Non si può militarizzare il mare, perché il mare è una brutta bestia», ha continuato il suo ragionamento il premier. Che ha aggiunto: «Questa volta la gestione del mare c'era».
DELRIO: «ORGOGLIOSI DEL NOSTRO PAESE». Sull'argomento è intervenuto anche il ministro Graziano Delrio: «Queste sono ore complicate per l'Italia, ma siamo orgogliosi del nostro Paese, perché quando si salva una vita, si salva l'umanità intera».

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