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TERRORISMO 21 Aprile Apr 2015 0754 21 aprile 2015

L'Isis è stato creato da un fedelissimo di Saddam

Il colonnello Haji Bakr ha ideato lo Stato islamico. E scelto Al Baghdadi.

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Il califfo Abu Bakr al Baghdadi.

Il vero fondatore dello Stato islamico non è il califfo Al Baghdadi. La nuova minaccia internazionale è stata ideata e creata da un colonnello dei servizi segreti iracheni durante il regime di Saddam Hussein.
Si tratta di Samir Abd Muhammad Al Khlifawi (noto come Haji Bakr), morto nel gennaio del 2014 in Siria, e nella cui abitazione sono stati trovati tutti i documenti che raccontano l'ideazione e la nascita dell'Isis.
IL PROGETTO DELLO STATO ISLAMICO IN CASA. A ucciderlo sono stati i ribelli dell'esercito siriano libero a Tal Rifaat, che in realtà hanno scoperto solo in un secondo momento chi avevano eliminato. Nella casa di Al Khilfawi, infatti, sono stati trovati tutti i documenti con il progetto dello Stato islamico.
Documenti su cui è riuscito a mettere le mani il settimanale tedesco Spiegel, il quale racconta come in queste pagine sia descritta minuziosamente la strategia per creare il nuovo stato: dallo sviluppo territoriale alla gerarchia di potere.
RAQQA COME QUARTIER GENERALE. Per quanto riguarda il primo punto si parla della conquista di Raqqa e poi di gran parte della Siria, cosa in parte già avvenuta in particolare per quanto riguarda la città, che è diventata subito la roccaforte del califfato.
La gerarchia, è un altro punto fondamentale, e il 'signore del male' Al Baghdadi è stato scelto proprio da Bakr e da altri ex ufficiali di Saddam, dopo il giro di conoscenze fatte nella detenzioni nelle prigioni americane di Camp Bucca e Abu Ghraib.
RELIGIONE COME CALAMITA. Una scelta non casuale, perché l'obiettivo chiaro è di dare una matrice religiosa allo stato islamico, necessaria ad attrarre i delusi. Ma le dinamiche di fondo avrebbero poco a vedere con l'estremismo religioso, e infatti a casa di Bakr non è stata trovata una copia del Corano.
COME UNA POLIZIA SEGRETA. L'ex ufficiale ha dato il via alle 'operazioni sul territorio' nel 2012, quando si è trasferito con la famiglia nei pressi di Aleppo. Qui ha messo in campo le abilità acquisite nei servizi segreti della dittatura irachena: grazie all'associazione Dawah, inizia a reclutare spie per avere tutte le informazioni possibili sulla popolazione per poi controllarla. Moschee, imam, famiglie ricche, fonti di reddito.
Poi aprono i primi campi di addestramento per i volontari stranieri: gli iracheni sono pochi, si punta su tunisini, sauditi, turchi, egiziani ed europei.

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