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MIGRANTI 22 Aprile Apr 2015 0641 22 aprile 2015

Naufragio, Obama: «L'instabilità in Libia sta creando il caos»

Il presidente Usa: «Ci vorrà tempo». Ban Ki Moon chiama Renzi. Alfano: «Affondare i barconi prima che partano».

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Il presidente americano Barack Obama.

Dopo il naufragio nel Canale di Sicilia, dove potrebbero aver perso la vita oltre 900 persone, sulla questione è intervenuto il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.
Intervistato da Msnbc ha detto: «Il problema dei rifugiati è il risultato di conflitti tribali e differenze religiose in Libia, che stanno creando il caos».
«CI VORRÀ TEMPO». «Molte delle vittime del disastro», ha proseguito, «vengono da varie parti dell'Africa e del Medio Oriente e fuggono da guerre, povertà e persecuzione: dobbiamo rimanere concentrati su questa visione. il Medio Oriente e il Nordafrica stanno attraversando un periodo di cambiamenti che non vedevamo da una generazione. Penso che il mondo islamico stia attraversando un processo dove è necessario isolare e respingere ogni tipo di estremismo, come quello che vediamo incarnato nell'Isis. Ci vorrà tempo».
BAN KI MOON CHIAMA RENZI. Anche l'Onu è intervenuto, con una telefonata del segretario generale Ban Ki Moon al premier Renzi, durante la quale ha sottolineato il bisogno di assicurare un «robusto meccanismo congiunto europeo di ricerca e salvataggio in mare».
Il segretario generale Onu ha anche fatto presente la necessità di assicurare percorsi sicuri e regolari di migrazione e accesso a protezione per i migranti.
CARDI: «DEBELLARE IL FENOMENO NELLA LEGALITÀ». In una dichiarazione alla stampa, i membri del massimo organo di governo politico del mondo hanno espresso «forte solidarietà» ai Paesi coinvolti dal traffico illegale dei migranti e «profonda preoccupazione» che l'impatto di questo traffico ha sulla stabilità regionale.
«La voce dell'Italia è stata ascoltata, non solo a Bruxelles ma anche a New York», ha detto il rappresentante permanente italiano all'Onu Sebastiano Cardi, sottolineando come la dichiarazione del Consiglio sia «un passo significativo in un percorso che passa per il vertice europeo del 23 aprile per arrivare a misure per debellare il fenomeno del traffico illegale con il sostegno dell'Onu e in una cornice di legalità internazionale».

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