Reattore Nucleare Centrale 130416194553
PALUDE 22 Aprile Apr 2015 0819 22 aprile 2015

Nucleare, un addio che costa 5 miliardi

Smantellamento in ritardo di 15 anni. E i costi aggiuntivi li pagano i contribuenti.

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Il reattore nucleare del centro ricerche Enea di Casaccia, vicino a Roma.

L'Italia non riesce a dare l'addio al nucleare. Ritardi su ritardi nello smantellamento delle centrali e nello stoccaggio dei rifiuti, con un calendario che prevedeva la creazione di un sito di stoccaggio delle scorie nel 2009, ma che non vedrà la luce prima del 2025.
Ritardi che avranno delle conseguenze sulla bolletta, perché questi 14 anni si traducono in un costo di 5 miliardi di euro (3 euro l'anno a utenza).
SPESE DA CAPOGIRO E BONUS AI DIPENDENTI. Come riportato da Repubblica, nonostante l'addio al nucleare fosse stato previsto per il 2020, non se ne parla prima del 2035. Con cifre da capogiro, a carico dei contribuenti. In totale si parla di 11 miliardi di euro. A oggi sono stati già spesi 3,2 miliardi di cui almeno uno per pagare il personale: 960 dipendenti, con premio di produzione di 3,2 milioni di euro l'anno.
Siamo al 24% del percorso e alcuni pilastri dello smantellamento sono ancora in alto mare. Tra questi proprio il sito per i rifiuti: «I quindici anni di tempo perso», ha specificato il quotidiano diretto da Ezio Mauro, «che emergono con tutta evidenza dalle tabelle ufficiali, dipendono proprio dalla mancata localizzazione, progettazione e realizzazione del deposito».
LE PRESSIONI DELLA FRANCIA. I governi si passano la palla legislatura dopo legislatura e se alla fine un territorio sarà definitivamente scelto, sarà soprattutto conseguenza delle sollecitazioni arrivate da un altro Stato.
Primo su tutti la Francia, che vuole riconsegnare all’Italia (non oltre il 2025) i rifiuti nucleari ad alta pericolosità mandati oltralpe ormai nel lontano 2006. E che sono già costati al nostro Paese oltre 1 miliardo di euro.

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