TRAGEDIA 23 Aprile Apr 2015 1544 23 aprile 2015

Afghanistan, Giovanni Lo Porto ucciso in raid Usa

Giovanni Lo Porto ucciso in un raid Usa. Il presidente: «Mia responsabilità, risarciremo le famiglie». Ma Gentiloni: «È colpa dei terroristi». Foto e video.

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Giovanni Lo Porto

L'ostaggio italiano Giovanni Lo Porto, scomparso nel 2012, è rimasto ucciso nel corso di un raid americano contro al Qaeda a gennaio 2015, in una regione al confine tra Pakistan e Afghanistan.
La drammatica notizia è stata diffusa dalla Casa Bianca soltanto giovedì 23 aprile, a tre mesi di distanza dai fatti.
Nel blitz è morto anche un ostaggio americano, Warren Weinstein.
LE SCUSE DI OBAMA. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è intervenuto con una dichiarazione televisiva su quanto accaduto, assumendosi la piena responsabilità dell'operazione e scusandosi per il «mortale errore»: «Voglio esprimere le più profonde condoglianze alla famiglia di Giovanni Lo Porto e a quella di Warren Weinstein», ha detto Obama, «mi assumo tutta la responsabilità delle operazioni anti-terrorismo».
RISARCIMENTO ALLE FAMIGLIE. Il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, ha fatto sapere che le autorità americane daranno un risarcimento alle famiglie di entrambi gli ostaggi.
Secondo il Wall Street Journal, che ha citato fonti dell'amministrazione americana, Giovanni Lo Porto e Warren Weinstein sarebbero stati colpiti e uccisi da un drone della Cia, il cosiddetto drone Mietitore.
GENTILONI: «IMPEGNO ITALIANO CONTRO IL TERRORISMO». Dopo le scuse ufficiali di Obama, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha spiegato che se è vero che Lo Porto è morto per un «tragico e fatale errore dei nostri alleati americani, riconosciuto dal presidente», tuttavia «la responsabilità della sua morte e della morte di Warren Weinstein, per la quale esprimo le mie più sincere condoglianze, è integralmente dei terroristi contro i quali confermiamo l'impegno dell'Italia con i nostri alleati». Gentiloni terrà un'informativa urgente alle Camere il 24 aprile.


OPERAZIONE «SARÀ DECLASSIFICATA». Dell'uccisione di Lo Porto, ha rivelato ancora Obama, «ne ho parlato ieri (mercoledì 22 aprile, ndr) con il primo ministro italiano Matteo Renzi». Il presidente degli Stati Uniti ha quindi ricordato la figura di Giovanni Lo Porto, un uomo che ha prestato servizio dal Centrafrica ad Haiti e che si era innamorato del Pakistan, convinto che la sua attività potesse fare la differenza per tante persone in quel Paese.
Obama ha anche annunciato che l'operazione in cui sono morti i due ostaggi sarà declassificata e i dettagli resi pubblici.
RENZI: «INFORMATI IL 22 APRILE». Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, subito dopo le parole di Obama, ha espresso «profondo dolore per la morte di un italiano, che ha dedicato la sua vita al servizio degli altri. L'Italia porge le più sentite condoglianze alla famiglia di Giovanni Lo Porto», ha dichiarato il premier che ha aggiunto: «Ho molto apprezzato la trasparenza del presidente Obama quando ci ha comunicato quello che era avvenuto»
Renzi ha spiegato di «essere stati ufficialmente informati che Lo Porto era dentro in quel compound il 22 aprile, tutto il resto attiene a una lunga storia drammatica su cui l'intelligence italiana e quella americana e di altri Paesi hanno sempre lavorato insieme».


AL LAVORO PER LA ONG WELTHUNGERHILFE. Giovanni Lo Porto, 40 anni, era nato a Palermo ed era un esperto di collaborazione internazionale. Aveva raggiunto il Pakistan nelle prime settimane del 2012, dove avrebbe dovuto iniziare a lavorare per conto dell’organizzazione non governativa tedesca WeltHungerHilfe, nell’ambito di un progetto per portare aiuto alle popolazioni in difficoltà dopo l'alluvione del 2010.
Pochi giorni dopo il suo arrivo, però, un gruppo di quattro persone aveva assaltato la sede della Ong, rapendo Lo Porto insieme al suo collega tedesco Bernd Muehlenbeck, liberato invece a ottobre 2014.
SEL: «IL GOVERNO RIFERISCA IN PARLAMENTO». Annalisa Pannarale, deputato di Sel, ha chiesto al governo italiano di riferire in parlamento sull'uccisione di Giovanni Lo Porto. Alla richiesta si sono aggiunti tutti gli altri gruppi parlamentari. «Il governo venga a riferire immediatamente sulla notizia», ha detto il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta. «Non è possibile che a distanza di mesi si venga messi a conoscenza di un fatto di questa gravità».
CINQUE STELLE: «RENZI SI DIMETTA». «Il nostro connazionale Giovanni Lo Porto è stato ucciso da un raid aereo Usa a gennaio e il governo - fino a ieri, secondo quanto dichiarato da Barack Obama - non ne sapeva nulla, nonostante Renzi sia stato in visita negli Stati Uniti pochi giorni fa. È vergognoso, scioccante, per di più se si considera che la notizia è stata diffusa dalla Casa Bianca in un banalissimo comunicato. Si tratta di un episodio che scredita fortemente l'azione dell'esecutivo sul palcoscenico internazionale. E questa sarebbe la loro lotta al terrorismo? Renzi deve dimettersi e con lui tutti i suoi ministri: il Paese non vi merita». Così deputati e senatori del Movimento 5 stelle, in una nota congiunta in cui hanno espresso vicinanza alla famiglia di Lo Porto.
STUCCHI: «NON CI ACCONTENTIAMO DELLE SCUSE». «Non ci accontentiamo delle scuse, ovviamente doverose, dell'amministrazione americana. Ci devono spiegare e giustificare quanto fatto durante quell'operazione», ha dichiarato invece il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi.

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