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CRONACA 24 Aprile Apr 2015 1739 24 aprile 2015

Arrestato Marco Marenco, l'uomo del crac Borsalino

Il patron dell'azienda, 59 anni, era latitante in Svizzera. Aveva lasciato un buco da tre miliardi di euro. 

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Cappelli Borsalino.

È stato arrestato a Lugano Marco Marenco, l’imprenditore di Asti al centro del crac Borsalino e di alcune società energetiche, che era latitante. Lo ha riferito l'edizione online del Corriere del Ticino.
Il 59enne, patron della nota azienda di cappelli, è accusato di una serie di reati che vanno dalla bancarotta alla truffa all’evasione fiscale: il suo sarebbe uno dei crac più grandi della storia italiana dopo Parmalat, per un buco da 3,5 miliardi di euro.
GROSSO OPERATORE NEL MERCATO DEL GAS. Marenco, azionista di Borsalino era diventato uno dei principali operatori del mercato del gas. Alla fine degli anni 2000 però le sue società hanno iniziato a prelevare dal sistema di stoccaggio strategico di gas senza pagare le forniture. I primi ad accorgersi che nel suo operato qualcosa non andava sono stati i funzionari dell’agenzia delle dogane di Alessandria: tutte le società che facevano trading di gas e non pagavano le accise facevano capo a Marenco.
DEBITI PER 3,5 MILIARDI DI EURO. Si è scoperto che i debiti ammontavano a circa 3,5 miliardi di euro. Con il fisco, con Snam (società leader in Italia nel trasporto e distribuzione di gas naturale, che gestisce il sistema di stoccaggio), con le banche, con fornitori di gas italiani e stranieri, grandi e piccoli.
Nei confronti di Marenco è stata aperta la procedura d'estradizione, si legge in una nota emanata dalla polizia cantonale citata dal Corriere del Ticino.

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