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TERRORISMO 24 Aprile Apr 2015 0710 24 aprile 2015

Operazione della polizia contro rete di al Qaeda in Italia

Blitz contro una rete terroristica con base in Sardegna: 18 arresti. Tra cui fedelissimi di Bin Laden. Indizi su un possibile attentato alla Santa Sede.

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L'operazione della polizia contro al Qaeda.

Blitz della polizia di Stato contro un network terroristico di matrice islamica affiliato ad Al Qaeda con base operativa in Sardegna, che progettava un attentato in Vaticano.
Tra gli arrestati ci sono gli autori di numerosi e sanguinari atti di terrorismo e sabotaggio in Pakistan, compresa la strage del mercato di Peshawar, Meena Bazar, avvenuta ad ottobre 2009 in cui vennero uccise più di 100 persone.
18 RICHIESTE D'ARRESTO, 10 ESEGUITE. Le richieste di arresto sono 18. Dieci eseguite: nove in mattinata, nei confronti di otto pachistani e un afgano. Il decimo arrestato, un 46enne pachistano, è stato ammanettato nel pomeriggio dalla polizia di Macerata all'interno di uno stabile di Porto Recanati, dove da tempo vivono numerose persone di diversa etnia. Dei primi nove arrestati, tre sono stati bloccati a Olbia, due a Civitanova Marche e gli altri a Bergamo, Roma, Sora (Frosinone) e Foggia. La cellula - secondo quanto emerso dalle indagini - operava prevalentemente a Olbia e nel Lazio. Al suo vertice l'imam Muhammad Hafiz Zulkifal, 43 anni, che viveva e operava a Bergamo, dove è stato arrestato.
FEDELISSIMI DI BIN LADEN. Due degli appartenenti al network terroristico di matrice islamica facevano parte secondo gli investigatori dell'organizzazione di fiancheggiatori che in Pakistan proteggeva lo sceicco Osama Bin Laden.
TRAFFICO DI MIGRANTI. La rete era anche impegnata nel traffico di migranti. Pakistani e afghani venivano introdotti illegalmente in Italia per poi proseguire il loro viaggio verso il nord Europa. L'ingresso in Italia avveniva attraverso imprenditori compiacenti che fornivano falsi contratti di lavoro.
In altri casi l'organizzazione forniva documenti falsi da cui i migranti risultavano vittime di persecuzioni etniche o religiose. Il network forniva anche supporto logistico e finanziario ai migranti, assicurando loro patrocinio presso gli uffici immigrazione e istruzioni sulle dichiarazioni da rendere per ottenere l'asilo politico, apparecchi telefonici e sim.
FONDI DALL'ITALIA AL PAKISTAN. Un imam e formatore coranico che operava tra Brescia e Bergamo era l'esponente dell' organizzazione fondamentalista addetto alla raccolta dei fondi da destinare per attentati terroristici in Pakistan. L'uomo, un dirigente del movimento pietistico Tablig Eddawa (Società della Propaganda) stimolava le donazioni presso le comunità pakistano-afghane radicate nel territorio italiano. I fondi raccolti venivano poi inviati in Pakistan mediante membri dell'organizzazione. In un caso è stato riscontrato il trasferimento di 55.268 euro mediante un volo per Islamabad in partenza da Fiumicino.
INDIZI SU UN POSSIBILE ATTENTATO IN VATICANO. Dalle conversazioni intercettate tra i componenti della cellula di Al Qaeda che ha operato in Sardegna è emersa la presenza in Italia di un kamikaze e l'ipotesi che si progettasse un attentato in Vaticano. Lo hanno riferito gli inquirenti nel corso della conferenza stampa in procura a Cagliari. Secondo quanto reso noto dal procuratore Mauro Mura, l'ipotesi di progetto di attentato in Vaticano risalirebbe al marzo del 2010, durante la permanenza in Italia del kamikaze pakistano. «Da quel poco che si dice sembra una ipotesi del 2010 senza seguito. Quindi la cosa non è oggi rilevante e non è motivo di particolari preoccupazioni», ha commentato la notizia il portavoce vaticano padre Federico Lombardi.
PAROLIN: «IL PAPA È SERENO». Il segretario di Stato Vaticano,cardinale Parolin, ha commentato: «Siamo tutti esposti e abbiamo tutti paura ma il Papa è molto tranquillo in questo, basta vedere come incontra le persone con grande lucidità e serenità».

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