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REGNO UNITO 24 Aprile Apr 2015 1125 24 aprile 2015

Pret a manger, omaggi ai clienti belli: è polemica

Iniziativa della catena Uk per fidelizzare i clienti. Ma per alcuni è discriminazione.

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da Londra

Un negozio della catena Pret a manger.

«Ciao, mi piaci, ti offro un caffè». Potrebbe capitarvi in Inghilterra se entrate in un negozio Pret a manger.
Lo staff della catena fast food britannica è stato invitato a donare caffè ai clienti che trovano attraenti, o simpatici, o cui vogliono tirare su il morale.
«Lo staff è stato invitato a regalare un certo numero di caffè ai clienti ogni settimana», ha spiegato Clive Schlee, amministratore delegato di Pret. Lo stesso vale per sandwich e wrap, vero marchio di fabbrica del fast food.
FIDELIZZARE I CLIENTI. Alle basi dell’idea c’è stato un brainstorming su quale possa essere il modo migliore per guadagnarsi la fedeltà dei clienti.
«Inizialmente abbiamo considerato la possibilità di creare un sistema basato su una carta fedeltà, ma alla fine abbiamo optato per regalare caffè e panini». A chi? A chi piace agli impiegati.
Il criterio su cui si basa la scelta dei fortunati clienti è del tutto arbitrario e personale: «Mi piace quel ragazzo in giacca e cravatta» oppure, «Mi piace la ragazza in bicicletta».
AUMENTARE IL BUSINESS. I caffè gratis vanno soprattutto ai clienti regolari di ogni singolo negozio Pret, spesso anche a chi sembra particolarmente triste, o scambia qualche parola con i baristi raccontando di avere avuto proprio una brutta giornata. Oppure, hanno raccontato gli impiegati, vengono regalati bevande e panini per compensare un sorriso, un grazie, una cortesia.
«Il risultato è che il 28% dei nostri clienti otterrà qualche prodotto gratis», ha continuato Schlee. «È un’idea diversa, è una cosa carina da fare».
L’obiettivo del fast food, che ha ottenuto profitti record negli ultimi anni diventando la catena in maggiore sviluppo del mercato britannico, è crescere ulteriormente raggiungendo i livelli della rivale Starbucks e persino di McDonald’s.

Critiche della stampa sulla scelta di chi premiare

Clienti in un locale Pret a manger.

L’amministratore delegato di Pret ha annunciato la nuova policy sulle pagine del quotidiano London Evening Standard, e la notizia ci ha impiegato poco a fare il giro della stampa inglese, scatenando - a sorpresa - commenti non sempre positivi.
In un Paese dove il politically correct è diventato un’ossessione, l’atto di regalare un caffè sul puro criterio del ‘piacersi a pelle’ non è stato ben accolto. Tanto che il quotidiano The Guardian si è lanciato in un’analisi dei possibili rischi legali della nuova policy di Pret.
RISCHIO DISCRIMINAZIONE. La legge contro la discriminazione inglese include protezione sull’età, il sesso, l’orientamento sessuale, la razza e le disabilità ma non nello specifico sulla bellezza fisica. Perché essere attraenti è arbitrario, ed è proprio su questo concetto che si basa la nuova policy del fast food.
«Teoricamente si potrebbe provare che c’è discriminazione se i prodotti vengono maggiormente offerti a persone più giovani e largamente considerate attraenti», ha spiegato Tom Draper, avvocato per la firma Taylor & Emmet. «Ma sarebbe una causa piuttosto difficile da portare avanti e da provare».
SEMPLICE INVITO ALLA CORTESIA. La perdita cui vanno incontro i possibili clienti discriminati per non avere ottenuto prodotti gratis è dopotutto «solo ferire i sentimenti di qualcuno», ha aggiunto Annabel Mackay della firma Addleshaw Goddard.
Non abbastanza per parlare di discriminazione, quindi? Forse bisogna prendere la notizia per quella che è: un invito alla cortesia, a seguire l’inclinazione naturale dell’uomo di regalare un sorriso in più a chi si è dimostrato gentile, o sembra particolarmente triste, o, perché no, ci piace, ci attrae «just because».
Nessuna offesa se non ottenete il caffè gratis, fanno sapere da Pret. Non vuol dire che siete brutti, o non attraenti, magari semplicemente per quella settimana l’impiegato che vi sta facendo lo scontrino ha esaurito il numero di prodotti gratis che gli sono stati assegnati. E sarà per la prossima volta.

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