TRAGEDIA 26 Aprile Apr 2015 0909 26 aprile 2015

Terremoto Nepal, sale il bilancio delle vittime

Altra scossa di 6.7 gradi. Le vittime sono 3.200. E per i soccorsi mancano i mezzi. Dispersi quattro speleologi italiani. Morto un manager di Google. Foto.

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Il giorno dopo il sisma devastante che ha messo in ginocchio il Nepal, la terra continua a tremare. Una nuova forte scossa di magnitudo 6.7 ha colpito il Paese il 26 aprile, terrorizzando la popolazione civile, ed è stata avvertita in tutta l'India settentrionale (foto).
Il bilancio delle vittime è salito a 3.218, mentre i feriti sono almeno 5.638.
L'ultima replica sismica registrata è stata una scossa di 4,2 gradi sulla scala Richter, con epicentro a 42 chilometri ad ovest di Kathmandu. Dopo il primo terremoto di magnitudo 7,9, sono state 45 le repliche superiori a 4,5 gradi e 15 quelle sopra 6,5 gradi.
Di fronte a questa tragedia, il governo del Nepal ha decretato lo stato di calamità nazionale.
GENTE ACCAMPATA PER STRADA. A Kathmandu è stata un'altra notte di paura per i sopravvissuti al sisma, perché ci sono state diverse scosse di assestamento che hanno costretto molte persone a dormire nelle loro auto o per strada. Diversi gruppi si sono accampati in tende improvvisate o su materassi in attesa dei soccorsi. La polizia non riesce ad estrarre dalle macerie i sopravvissuti perché non dispone dei mezzi adatti. «Sappiamo», ha detto un ispettore di polizia al Nepali Times dopo un'operazione nell'area di Asan chowk, «che molti sono intrappolati negli edifici crollati ma non sappiamo come tirarli fuori. Gli unici che sono attrezzati per farlo sono le squadre di soccorso dell'esercito ma sono troppo poche per arrivare ovunque».
ANSIA PER GLI ITALIANI. Risultano dispersi quattro speleologi italiani del Soccorso alpino, in spedizione nel villaggio di Langtang, travolto da un'enorme valanga. I quattro non danno notizie di sé dalla sera del 25 aprile.Sono invece salvi due ragazzi fiorentini, Daniel ed Elia Lituani, 25 e 22 anni, che hanno fatto sapere di star bene dopo alcune ore di angoscia per i loro genitori.
Altri due turisti italiani, Roberto Spiritelli e Marusca Cordini, hanno invece raccontato di essere «sopravvissuti per miracolo. Abbiamo visto i templi e il palazzo reale di Durbar Square afflosciarsi davanti ai nostri occhi come tasselli di un domino». L'unità di crisi della Farnesina ha rintracciato finora oltre 300 italiani, che risultano incolumi.
Il governo italiano in risposta alla richiesta di aiuto delle autorità neaplesi ha deciso di inviare sul posto un primo di team di valutazione coordinato da personale del Dipartimento della protezione civile in raccordo con i colleghi di Bruxelles e composto anche da tecnici del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco. Nella giornata poi, partiranno due esperti del Gruppo di Chirurgia d'Urgenza (GCU) di Pisa, specializzato per interventi in contesti di crisi. Compito degli esperti italiani sarà valutare e predisporre l'invio di team tecnici e sanitari per contribuire al soccorso delle popolazioni colpite dal forte terremoto. In contemporanea è in partenza un team dell'Unità di Crisi della Farnesina per la tutela dei connazionali.

Nuova valanga sull'Everest, 22 morti, 62 feriti ma i dispersi sono 200

Le scosse hanno generato una seconda valanga sul monte Everest, dopo quella del 25 aprile che ha provocato la morte di 18 alpinisti stranieri. La seconda valanga ha colpito nuovamente il campo base dopo che un enorme blocco di ghiaccio si è staccato cadendo per 800 metri. Numerosi elicotteri hanno evacuato un centinaio di persone. E però non è bastato. Il portavoce del ministero del Turismo, secondo quanto riportato dal quotidiano Hindustan Times ha annunciato che gli alpinisti uccisi sull'Everest sono 22, mentre i dispersi «sono oltre 200».
Ma il bilancio potrebbe salire ancora in quanto molti alpinisti sarebbero stati travolti mentre si trovavano dentro le tende al campo base e altri sono rimasti intrappolati sulla montagna.
«Possiamo confermare che i morti sono 22 e 62 i feriti. Risultano oltre 200 dispersi», ha detto il portavoce del ministero del Turismo, Mohan Krishna Sapkota. «Tuttavia non ci sono conferme su quanti possono essere sepolti sotto la valanga e gli alpinisti che stanno cercando di scendere dalla parete», ha aggiunto Sapkota. Secondo il ministero del Turismo, almeno 1.000 scalatori, tra cui 400 stranieri, si trovavano al campo base quando si è verificato il terremoto. Altri 100 alpinisti si trovavano al campo 1 e 2 sulla montagna, proprio sopra il campo base, ma sono tutti in salvo.
CONTINUANO SCOSSE E VALANGHE MINORI. La società di alpinismo del Nepal ha fatto sapere però che ci vorrà tempo prima che possano essere evacuati mentre il primo gruppo di sopravvissuti, 15, ha già raggiunto la capitale Kathmandu. A rendere ancora più drammatica la situazione è il fatto che le operazioni di ricerca e di soccorso sono rallentate a causa delle avverse condizioni meteo e il timore di nuove valanghe dovute alle continue scosse di assestamento. Che secondo alcuni alpinisti raggiunti per telefono dalla Cnn hanno provocato altre valanghe minori. Fra le vittime anche il manager di Google e co fondatore di Google Adventure Dan Fredinburg e il regista americano, Tom Taplin. Fredinburg, 34 anni, è stato il co-fondatore di Google Adventure, l'iniziativa che ha portato 'Street View' all'estremo, facendola sbarcare in posti esotici come l'Everest. Il giovane era in Nepal a fare hiking insieme ad altri due dipendenti di Google che si sono salvati. Poco prima della valanga che gli ha tolto la vita, aveva postato su Twitter una foto durante una pausa nella scalata con un cappuccino. Morto anche il regista Taplin, 61 anni, che stava girando un documentario proprio al campo base dell'Everest. Taplin era regista e fotografo e appassionato alpinista: scrisse anche un libro sulla sua esperienza nello scalare la montagna più alta del Sud America, Aconcagua, agli inizi degli anni '90.

Distrutta la torre Dharahara, patrimonio dell'Unesco

La torre Dharahara, prima e dopo il crollo.

Una torre patrimonio storico dell'Unesco è stata distrutta dal sisma del 25 aprile. Si tratta della torre Dharahara, uno dei monumenti più importanti di Kathmandu.
La torre, conosciuta anche come Bhimsen Tower, era alta quasi 62 metri e si estendeva su nove piani.
Secondo quanto reso noto dalla polizia neplalese almeno 250 persone sarebbe rimaste uccise nel crollo. La costruzione era affollata di turisti al momento della potente scossa di magnitudo 7.9.
ONU: 6,6 MILIONI DI PERSONE COLPITE. Sono circa 6,6 milioni le persone colpite dal terremoto. Lo riferisce l'ufficio dell'Onu a Kathmandu in un comunicato. «Siamo pronti ad assistere il governo del Nepal a rispondere a questa terribile tragedia», ha detto il coordinatore Jamie McGoldrick. «Le Nazioni Unite», ha detto il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, «sostengono il governo del Nepal nel coordinamento delle operazioni di ricerca e di salvataggio internazionale e si preparano a fornire un grande sforzo per i soccorsi». «Il numero di persone uccise, ferite e colpite continua a salire», ha aggiunto Ban, ringraziando i soccorritori che lavorano tutto il giorno per salvare vite umane. L'aeroporto internazionale di Kathmandu è stato chiuso e il governo ha disposto la chiusura di tutte le scuole per una settimana.
IL PAPA «VICINO ALLE POPOLAZIONI». Papa Francesco ha espresso la sua «vicinanza alle popolazioni colpite. Prego per le vittime, per i feriti e per tutti coloro che soffrono a causa di questa calamità. Abbiano il sostegno della solidarietà fraterna».

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