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TRIBUNALE 27 Aprile Apr 2015 1504 27 aprile 2015

Omicidio Yara, Bossetti a processo il 3 luglio

Il carpentiere di Mapello deve comparire davanti alla Corte d'Assise di Bergamo.

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Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio.

È stata fissata la data del processo contro Massimo Giuseppe Bossetti. Il Gup di Bergamo Ciro Iacomino ha stabilito per il 3 luglio l'appuntamento davanti ai giudici della Corte d'Assise per l'omicidio della 13enne Yara Gambirasio.
DIFESA AMAREGGIATA. Durante l'udienza preliminare il gup ha respinto la richiesta di ripetizione dell'esame del Dna con la formula dell'incidente probatorio chiesta dalla difesa di Bossetti che si è detta «amareggiata» ancor più che per il rinvio a giudizio del muratore, «che poteva costituire un epilogo di questa vicenda», per il fatto che il gup non ha disposto accertamenti «essenziali» come la ripetizione dell'esame del Dna riscontrato sul corpo, e anche di un'altra traccia biologica sempre riscontrata sul corpo di Yara.
A spiegarlo è stato l'avvocato Paolo Camporini, che ha stigmatizzato i motivi per i quali il giudice non ha disposto i nuovi accertamenti. «È la prima volta che vedo non disporre un incidente probatorio perché richiederebbe troppo tempo in considerazione della scadenza dei termini di custodia cautelare, ed era invece un accertamento necessario anche per capire, appunto, se una persona in carcere deve rimanerci».
JOM: «DNA, UN INDIZIO DAI CONTORNI INCERTI». Per Justice of Mind (Jom), l'associazione di studiosi che in questa frangente sta collaborando con la difesa di Massimo Bossetti, il Dna non è utilizzabile come prova nel dibattimento, perché «la normativa del codice di procedura penale impone che la prova indiziaria sia 'grave e precisa' mentre la Costituzione, vuole che la prova penale sia assunta in contraddittorio».
Secondo gli avvocati Luca D'Auria e Noemi Brambilla «il dato di partenza del ragionamento indiziario, cioè l'anomalia della traccia così come analizzata, rende l'indizio dai contorni incerti (come detto dal provvedimento del tribunale di Brescia sulla domanda di scarcerazione di Bossetti) e quindi non preciso». Ne discende che «l'effetto giuridico di ciò e la non utilizzabilità in giudizio della prova».
Gli esperti hanno inoltre sottolineato che «a oggi pare non essere più replicabile il test genetico alla presenza di esperti della difesa e dunque il dubbio è cristallizzato, sia da un punto di vista strettamente genetico che giuridico. Per questo, in assenza di altre prove certe, al di là di ogni ragionevole dubbio, si impone l'assoluzione dell'imputato, anche in udienza preliminare».

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