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BERGAMO 27 Aprile Apr 2015 1144 27 aprile 2015

Omicidio Yara, udienza preliminare per Bossetti

Il muratore potrebbe fare dichiarazioni spontanee. La difesa ha chiesto l'annullamento del capo d'imputazione.

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Massimo Giuseppe Bossetti, il presunto assassino di Yara Gambirasio.

A Bergamo è il giorno dell'udienza preliminare per Massimo Bossetti, arrestato il 16 giugno scorso con l'accusa di aver ucciso la tredicenne Yara Gambirasio. Il secondo piano del tribunale di Bergamo è letteralmente blindato per assicurarne un tranquillo svolgimento. Molte troupe televisive stazionano fuori dall'edificio, mentre sono assenti il padre e la madre di Yara, che hanno preferito evitare clamore.
IL PM CHIEDE IL RINVIO A GIUDIZIO. Bossetti, unico imputato, è invece in aula e potrebbe fare delle dichiarazioni spontanee per ribadire la sua estraneità, secondo quanto anticipato dal suo avvocato.
Il pubblico ministero Letizia Ruggeri ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio aggravato e calunnia ai danni di un collega, sul quale Bossetti avrebbe cercato di depistare le indagini.
GIUDICE IN CAMERA DI CONSIGLIO. La difesa ha chiesto invece la nullità del capo d'imputazione, in quanto questo presenterebbe un doppio luogo di commissione del delitto: Brembate di Sopra e Chignolo D'Isola. L'avvocato di Bossetti ha inoltre chiesto la nullità o l'inutilizzabilità degli accertamenti biologici compiuti dal Ris, in quanto esperiti con lo strumento della delega di indagine e non, invece, con l'avviso alle parti. Quest'ultima questione era già stata respinta dai giudici del tribunale del Riesame ma la Cassazione, sul punto, non ha ancora depositato le sue motivazioni. Il Gup di Bergamo, Ciro Iacomino, si è ritirato in camera di consiglio per decidere.
«IL VIDEO DELL'ARRESTO? DEGRADO INFORMAZIONE». L'Unione delle Camere penali ha intanto denunciato la messa in onda del video con l'arresto di Bossetti: «Ennesima dimostrazione del degrado di buona parte dell'informazione giudiziaria italiana». Le immagini che abbiamo visto, hanno detto ancora i penalisti, sono «soltanto la riprova del cinismo di buona parte dell'informazione italiana, che tratta gli esseri umani come trofei da inchiesta giudiziaria» e di chi «non ha nessuna remora a dare in pasto agli informatori carne fresca».

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