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GIUSTIZIA 27 Aprile Apr 2015 1907 27 aprile 2015

Roma, lo stilista Gai Mattiolo assolto dall'accusa di bancarotta

Dopo sette anni il tribunale azzera il processo contro lo stilista, che nel 2008 finì agli arresti domiciliari.

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Lo stilista Gai Mattiolo.

Nel dicembre del 2008, finì agli arresti domiciliari dove rimase per oltre quattro mesi.
Il 27 aprile 2015, a distanza di più di sette anni, per lo stilista Gai Mattiolo è arrivata una assoluzione piena dalle accuse di bancarotta.
IL FATTO NON SUSSISTE. Lo ha deciso la decima sezione penale del tribunale di Roma che ha assolto anche le altre sette persone, tutte appartenenti allo staff dello stilista, finite sotto processo.
I giudici hanno fatto cadere le accuse agli imputati con la formula «perché il fatto non sussiste» e, per un solo capo di imputazione, per sopraggiunta prescrizione.
Lo stilista ha commentato: «Oggi è finito un incubo»: era accusato dalla procura capitolina di una bancarotta da un milione di euro.
Nei suoi confronti il pm Luca Tescaroli aveva chiesto una condanna a 4 anni e quattro mesi.
SCAGIONATI ANCHE I COLLABORATORI. Assolti anche Giancarlo Tabegna, legale di fiducia del creatore di moda, l'amministratore Franco Schiunnacche e i consiglieri Christian Goeccking ed Alain Jodry.
Gli imputati, a seconda delle posizioni, rispondevano di bancarotta distrattiva e bancarotta fraudolenta.
Scagionati dalle accuse anche altri tre collaboratori di Mattiolo: Giada Mattiolo, sorella dello stilista, Attilio Vaccari e Alessandro Nicolais.
ARRESTATO NEL DICEMBRE 2008. Nell'ambito dell'inchiesta Mattiolo venne arrestato e ristretto ai domiciliari il 5 dicembre del 2008. Tornò in libertà il 6 marzo 2009.
Il pm Luca Tescaroli aveva sollecitato il carcere, ma il gip di Roma Donatella Pavone, in sede di esame della richiesta, ritenne più adeguata la misura degli arresti presso il domicilio.
Lo stilista, assieme ad altri imputati, rispondeva in particolare della bancarotta preferenziale impropria di 1.549.370,70 euro a favore della Gai Mattiolo Holding sa, attuata, sosteneva l'accusa, mediante compensazione crediti/debiti e di quella distrattiva impropria relativamente al contratto di licenza per lo sfruttamento commerciale dei marchi 'Gai Mattiolo' in Italia e all'estero, stipulato tra la Gai Mattiolo sa e la Gai Mattiolo spa.

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