SISMA 27 Aprile Apr 2015 0838 27 aprile 2015

Terremoto Nepal, quattro italiani morti

Quattro connazionali travolti da una valanga: i loro profili. Altri 40 irreperibili. Oltre 4.300 vittime. Ma la Caritas teme siano 6 mila. Foto e video.

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Quattro italiani sono morti a causa del terremoto in Nepal, altri 40 sono irreperibili. Le prime due vittime sono Oskar Piazza e Gigliola Mancinelli, che facevano parte del gruppo di speleologi di cui non si avevano più notizie. Sono stati travolti dalla valanga che ha distrutto il Langtang village alle pendici dell'Himalaya.
La Farnesina lo ha appreso dal loro compagno Pino Antonini, che si è salvato insieme a Giovanni Pizzorini.
Le altre due vittime connazionali sono Renzo Benedetti e Marco Pojer, travolti da una frana staccatasi dalla montagna mentre erano impegnati a 3.500 metri di quota in un trekking nella Rolwaling Valley. Lo hanno riferito due loro compagni di spedizione che si trovano a Kathmandu. I due cadaveri sono stati recuperati. In un ospedale della capitale ci sono altri due membri della spedizione: Iolanda Mattevi, ferita, e Attilio Dantone, illeso.

IL RACCONTO DELLA TRAGEDIA. La donna ha raccontato il momento della tragedia: «Ho sentito un boato dietro di me e poi ho visto una nube che scendeva spinta da un vento spaventoso. Mi sono messa a correre, ma sono stata investita da una pioggia di pietre e neve».
«I nostri amici sono stati presi in pieno», ha raccontato Dantone, «io invece ho trovato scampo sotto una roccia e così sono sopravissuto». Nell'incidente sono morti anche tre nepalesi che li accompagnavano.
Una 39enne di Bergamo, Fiorella Fracassetti, ha invece chiamato a casa da Kathmandu e sta bene.
SALE IL CONTO DEI MORTI. Intanto sale ancora il conto dei morti provocati dal fortissimo terremoto che ha devastato il Nepal, mentre la terra ha continuato a tremare per le scosse di assestamento.
Le vittime accertate finora secondo la polizia nepalese sono 4.310 e almeno 7.600 feriti. Ancora più drammatiche le cifre fornite dalla Caritas, secondo cui «il bilancio delle vittime continua a salire costantemente. Le stime, considerando i distretti colpiti, potrebbero toccare 6 mila persone», ha detto padre Pius Perumana, direttore della Caritas del Nepal. I nove distretti più colpiti dal sisma per numero di vittime sono Sindhupalchowk, Kathmandu, Nuwakot, Dhading, Bhaktapur, Gorkha, Kavre, Lalitpur e Rasuwasono.

Nuova scossa di 5.1 gradi, 200 alpinisti bloccati sull'Everest

Al sisma di sabato 25 aprile ha fatto seguito uno sciame di altre scosse, l'ultima delle quali di magnitudo 5.1 si è verificata il 27 aprile, nella stessa area colpita dal primo terremoto.
Sul monte Everest, per le valanghe causate dal sisma, sono ancora bloccati almeno 200 alpinisti con le loro guide nepalesi. Un video pubblicato dal Daily Mail mostra i terrificanti momenti della scossa al campo base.
PRIMI SOCCORSI DA CINA E GIAPPONE. Intanto nel Paese sono arrivati i primi soccorsi: la Cina ha inviato una missione umanitaria composta da 58 medici, che sono giunti a Kathmandu portando con loro 13 tonnellate di medicine e hanno in programma di rimanere in Nepal per circa 10 giorni.
È poi atteso l'arrivo della squadra giapponese, composta da circa 70 persone tra agenti di polizia, vigili del fuoco, tecnici e medici. Il Giappone ha stanziato generi di prima necessità, tra cui tende, coperte e medicine, per un controvalore complessivo di 210 mila dollari.
DECINE DI MIGLIAIA DI SFOLLATI. L'aiuto della comunità internazionale è più che mai fondamentale. Basti pensare che le autorità nepalesi non sono ancora riuscite a organizzare la distribuzione di acqua, cibo e generi di prima necessità. Decine di migliaia di sfollati hanno passato la seconda notte all'addiaccio a Kathmandu e negli altri centri della vallata colpiti dal sisma.
Secondo lo staff di Save the Children, sono quasi 2 milioni i minori che hanno bisogno di aiuto. I volontari sul terreno valutano che siano 30 su 75 i distretti colpiti dal grave sisma, soprattutto nella regione occidentale e centrale.
RIPRISTINATA LA RETE INTERNET. Molte famiglie si sono attrezzate con mezzi di fortuna, portando da casa tende, materassi e il necessario per cucinare.
I servizi igienici sono però assenti, così come la raccolta dei rifiuti. Nella maggior parte della capitale manca ancora la corrente elettrica e molti servizi, dai telefonini ai bancomat, sono fuori uso. Internet invece è stato ripristinato.
TURISTI IN ATTESA DI UN VOLO PER LASCIARE IL PAESE. I turisti che si trovavano in Nepal si sono diretti in massa verso l'aeroporto: soprattutto vacanzieri indiani, ma anche molti europei in lista d'attesa per rientrare. L'India ha organizzato dei voli speciali per evacuare i propri connazionali.

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