STATI UNITI 28 Aprile Apr 2015 0650 28 aprile 2015

Baltimora, rivolta per la morte dell'afroamericano Freddie Gray

Stato di emergenza nel Maryland. Migliaia di persone in piazza: decine di agenti feriti, incendi e saccheggi. Obama: «Accerteremo le responsabilità». Foto.

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Una ventina di agenti feriti. Un'auto della polizia in fiamme, un'altra gravemente danneggiata. Negozi saccheggiati.
La tensione a Baltimora resta alta nel giorno dei funerali di Freddie Gray, l'afroamericano morto dopo l'arresto.
Come accaduto a Ferguson, la città è stata messa a ferro e fuoco ed è esplosa la rabbia della comunità nera contro i metodi violenti della polizia.
OBAMA: «ACCERTEREMO RESPONSABILITÀ». Il presidente Barack Obama ha ribadito come «serva trasparenza sulle responsabilità» che sono dietro alla morte del giovane afroamericano di Baltimorae che il Dipartimento di giustizia stia indagando sull'episodio.
Sugli scontri ha detto: «Nessuna scusa per le violenze, si tratta di azioni senza senso».


SACCHEGGI E VIOLENZE. Dopo i funerali, migliaia di persone hanno dato vita a una protesta pacifica, che una parte dei manifestanti ha trasformato in rivolta. Saccheggi, vetrine spaccate, un enorme incendio appiccato a un edificio in costruzione, più di un centro commerciale preso d'assalto. E un fittissimo lancio di pietre e bottiglie contro gli agenti, che ha portato al ferimento di almeno una ventina di poliziotti, uno dei quali sarebbe in gravi condizioni.


SCENE DA GUERRIGLIA URBANA. Insomma, scene di guerriglia urbana, con decine di arresti, e alcune zone della città al di fuori di ogni controllo. Improvvisamente si è materializzato lo spettro dei moti del '68 quando, in seguito all'assassinio a Memphis di Martin Luther King, a Baltimora si registrarono le proteste più violente, e la città per ben otto giorni fu trasformata in un vero e proprio campo di battaglia. «Come una zona di guerra»: così appaiono e vengono descritte molte vie della città dopo la notte di violenze. L'ultimo bilancio dell'ufficio del sindaco parla di almeno 15 strutture date alle fiamme (tra cui un edificio in costruzione e diversi negozi), 144 veicoli incendiati, decine di vetrine rotte. Senza contare i saccheggi avvenuti in diversi negozi e centri commerciali. Nel corso degli scontri sono rimasti feriti almeno 15 agenti, di cui sei in maniera seria, e i dimostranti arrestati sono oltre 220.
IL MONITORAGGIO DELLA CASA BIANCA. Il presidente americano, Barack Obama, segue la situazione dalla Casa Bianca, costantemente aggiornato. Ha ricevuto nello Studio Ovale la neo ministra della giustizia Loretta Lynch, la prima afroamericana a ricoprire questa carica. E ha chiamato il sindaco di Baltimora Stephanie Rawlings-Blake, anch'essa afroamericana.

Video of the MRAP in #Baltimore pic.twitter.com/T5yozX5TSI

— Conflict News (@rConflictNews) 28 Aprile 2015

COPRIFUOCO DALLE 22 ALLE 5. Il sindaco ha annunciato il coprifuoco, in vigore dalle 22 alle 5 del mattino, per una settimana intera. «Riporteremo l'ordine. Ci sono criminali in azione che vogliono distruggere la nostra città», ha detto Rawlings-Blake. Intanto il governatore del Maryland, Larry Hogan, ha decretato lo stato di emergenza e ha annunciato l'arrivo di 5 mila uomini della Guardia nazionale. Una situazione quasi da legge marziale.
Al campus della Johns Hopkins University a tutti è stato ordinato di mettersi al riparo. Si cercano uomini armati.
Nella notte sono intervenuti i familiari di Freddie. La sorella gemella, Fredericka, ha lanciato un appello alla calma: «Freddie non era una persona violenta», ha ricordato davanti alle telecamere.

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