Familiari Condannati Morte 150428200349
PENA CAPITALE 28 Aprile Apr 2015 2003 28 aprile 2015

Indonesia, fucilati otto stranieri condannati per traffico di droga

Inutili gli appelli dei vari Stati di provenienza. L'Australia ritira il suo ambasciatore.

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I familiari dei condannati a morte in Indonesia.

Sono stati fucilati gli otto stranieri condannati a morte in Indonesia per traffico di droga. A darne notizia è stato il Jakarta Post. Nonostante le pressioni della comunità internazionale, il tanto sperato gesto di clemenza dell'ultimo minuto, da parte del presidente Joko Widodo, non è arrivato. E il caso rischia di provocare un terremoto diplomatico, in particolare con l'Australia.
L'esecuzione era stata annunciata entro la mezzanotte locale, tanto che nell’isola-prigione di Nusakambangan erano già arrivate le ambulanze con le bare bianche vuote.
RINVIATA UN'ESECUZIONE. Le persone giustiziate sono l'indonesiano Zainal Abidin, gli australiani Andrew Chan e Myuran Sukumaran, il brasiliano Rodrigo Gularte, i nigeriani Sylvester Obiekwe Nwolise, Raheem Agbaje Salami e Okwudili Oyatanze, e il ghanese Martin Anderson. L'esecuzione di una nona persona condannata a morte, la filippina Mary Jane Fiesta Veloso, è stata rinviata perché il presunto boss per il quale avrebbe lavorato è stato arrestato nelle Filippine, la cui giustizia ha richiesto l'assistenza indonesiana nel caso.
ATTESA PER UN CITTADINO FRANCESE. Il francese Serge Atlaoui, per il quale si è mobilitato presidente François Hollande, è invece in attesa del verdetto della Corte Suprema sul ricorso presentato.
I nove detenuti avevano ricevuto lo scorso week-end la notifica delle 72 ore dalla fucilazione. L'indicazione dell'orario preciso per l'appuntamento col plotone di esecuzione di 12 componenti è stata data delle autorità solo all'ultimo, «per evitare proteste» al porto di fronte all'isola-penitenziario di Nusakambangan.
L'AUSTRALIA RICHIAMA L'AMBASCIATORE. La notizia dell'uccisione degli australiani Andrew Chan e Myuran Sukumaran, i due leader della gang dei 'nove di Bali', arrestati da giovanissimi nel 2005 all'aeroporto della meta turistica con otto chili di eroina, è stata accolta male a Sidney. Il governo ha deciso di richiamare l'ambasciatore in Indonesia «per consultazioni». Il premier australiano Tony Abbott ha parlato di «esecuzioni crudeli e inutili» e che si è entrati «in un momento buio» nelle relazioni fra i due Paesi.
«Deploriamo ciò che è stato fatto e questo non può essere semplicemente business as usual (tutto come al solito, ndr)», ha detto Abbott. «Voglio sottolineare che la relazione fra Australia e Indonesia è molto importante, ma ha sofferto come risultato di ciò che è stato fatto nelle ultime ore», ha aggiunto. L'Australia non aveva mai preso tale misura quando un suo cittadino è stato messo a morte da un Paese straniero, e non aveva mai ritirato un suo ambasciatore in Indonesia.
In patria, per salvare Chan e Sukumaran si erano mobilitate anche delle celebrità, rinnovando gli appelli al governo di Canberra per una missione in extremis.
SPOSO IL GIORNO PRIMA. L'umanità che è emersa dalle storie dei condannati rende ancora più dolorosa l'incredulità per la sproporzione tra il reato di contrabbando di droga e la pena. Il brasiliano Rodrigo Gularte (42 anni) aveva problemi mentali. Chan (31) si era sposato un giorno prima con la fidanzata indonesiana, e anche Sukumaran (34) era descritto come un uomo cambiato; aveva detto inoltre di voler affrontare il plotone senza essere bendato. Mentre i due australiani avevano ancora in scaletta un'ennesima udienza di appello il 12 maggio, che però non ha avuto il potere di fermare la procedura.

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