Violenza Noexpo 150501180013
EDITORIALE 1 Maggio Mag 2015 1837 01 maggio 2015

Nemmeno stavolta il ministro Alfano si dimette?

Le violenze No-Expo erano prevedibili. Il ministro dovrebbe risponderne.

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Un pomeriggio di follia. Il centro di Milano, la bellissima Milano, il cuore della città, messo a ferro e fuoco. Scene di guerriglia urbana purtroppo già viste: fiamme, lacrimogeni, sassi, auto e negozi in fiamme, gente impaurita che scappa. O che assiste attonita dalle finestre all’inverecondo scempio.
Si sapeva, era previsto. Si sapeva anche che l’attività di prevenzione attuata nei giorni scorsi non avrebbe scongiurato quel che poi è successo. Che chi vuole premeditatamente distruggere si prepara per tempo ed ha mille modi di eludere i controlli.
VIOLENZA NEL GIORNO DELL'EXPO. Giornata a due volti: la mattina l’inaugurazione dell’Expo, la sorpresa di molti per essersi trovati davanti a padiglioni pronti di cui uno sguardo d’insieme mostrava l'architettonica bellezza. Il pomeriggio i luoghi più belli del capoluogo lombardo devastati dai black bloc di fronte alla sostanziale impotenza dei poliziotti. Difficile, spiegavano, controllare le infiltrazioni, lo sparpagliarsi dei gruppetti di facinorosi in strade e stradine o negli androni dei palazzi. L'unica scelta era il contenimento, che non preclude però lo scatenarsi della violenza.
LA MANIFESTAZIONE DOVEVA ESSERE VIETATA. Ma proprio per questo, proprio perché anche un bambino visti i precedenti avrebbe potuto immaginare che la vetrina dell’Expo era il posto ideale per dare sfogo alla protesta, non doveva essere consentito che la manifestazione sfilasse nel centro storico. Era come mettere benzina vicino al fuoco, autorizzare lo scontro all’interno di un contesto predisposto a diventare palcoscenico di violenza.
Si dirà, e nessuno lo mette in dubbio, che il diritto a manifestare e dissentire è sacrosanto. Ma lo è altrettanto quello dei cittadini e dei luoghi che abitano ad essere salvaguardati.
La manifestazione del 1 maggio a Milano non doveva essere autorizzata. Non nel centro storico almeno, dove consentire il suo svolgimento è stato da incoscienti.
ALFANO, È TROPPO CHIEDERE LE DIMISSIONI? Il ministro dell’Interno dovrebbe rispondere di questa scelta. Angelino Alfano, che in mattinata era in prima fila alla cerimonia inaugurale di Expo, nel pomeriggio ha fatto perdere le tracce.
L’ordine pubblico, in ultima istanza, dipende da lui. Sarebbe troppo, visto anche altri episodi che hanno costellato la sua permanenza al Viminale, che qualcuno gli chiedesse di farsi da parte?

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