Immagine Delle Proteste 150504154908
TENSIONE 4 Maggio Mag 2015 1549 04 maggio 2015

Israele, ebrei etiopi in rivolta: scontri e feriti

Proteste anche a Tel Aviv contro la polizia accusata di razzismo: 15 dimostranti arrestati.

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Un'immagine delle proteste a Tel Aviv.

Dopo Gerusalemme nei giorni scorsi, anche Tel Aviv è stata teatro della protesta degli ebrei di origine etiope (falashà) contro quella che hanno definito «la violenza razzista della polizia». Sono proseguiti nella serata del 3 maggio, a piazza Rabin, nel cuore della città, i violenti incidenti tra le forze dell'ordine e centinaia di manifestanti dopo che, secondo alcuni rapporti, diversi di questi hanno tentato di entrare nel palazzo del municipio che sovrasta il luogo.
TAFFERUGLI CON LA POLIZIA. «Né bianchi né neri, solo esseri umani», hanno gridato in molti, datisi appuntamento nel primo pomeriggio nei pressi dei uffici governativi sotto le 'Azrieli towers' a un passo dalla 'Ayalon', la tangenziale che entra in città. Dopo aver bloccato il traffico, si sono verificati i primi tafferugli con la polizia. Poi, dopo tre ore - con la zona interamente isolata - il corteo, a cui si sono aggiunti attivisti sociali, si è diretto nella piazza dove sorge il municipio. Lì gli scontri più duri: si contano almeno 18 feriti tra i manifestanti e 23 tra gli agenti di polizia, che ha usato anche granate assordanti e lacrimogeni nel tentativo di disperdere l'assembramento: 15 i dimostranti arrestati.
VIOLENZE SU UN SOLDATO. I manifestanti hanno risposto lanciando contro la polizia - tra cui quella a cavallo - pietre, bottiglie di acqua e pezzi di legno. «I poliziotti violenti vadano in carcere», hanno scandito a lungo i dimostranti, riferendosi in particolare alle violenze subite la settimana scorsa da un soldato di origine etiope da parte di una coppia di agenti. Le immagini dell'incidente, in apparenza innescato da un motivo banale, hanno destato un'ondata di indignazione sui social network. Gli agenti sono stati sospesi e rischiano di essere licenziati. Nel tentativo di calmare gli animi, il premier Benjamin Netanyahu ha fatto sapere che riceverà una delegazione di esponenti della comunità, fra cui il soldato. Ma ciò, almeno per ora, non ha fermato le proteste a piazza Rabin e nelle vie adiacenti, monitorate dall'alto dagli elicotteri.

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