Abitazione Lasciata Profughi 150507165745
STORIA 7 Maggio Mag 2015 1657 07 maggio 2015

Padova, a 90 anni cede la sua villetta ai profughi

Mara Gambato ha scelto di lasciare la sua abitazione a 10 migranti per andare a vivere in una più piccola.

  • ...

L'abitazione lasciata ai profughi da Mara Gambato.

Negli occhi della memoria i patimenti della Seconda guerra mondiale, in quelli del presente le immagini che scorrono sullo schermo per documentare la tragedia dei nuovi migranti che muoiono, a centinaia, nel canale di Sicilia. Mara Gambato ha 90 anni e una vita agiata, frutto di anni di sacrifici e della gestione oculata di un'eredità. Di fronte alle immagini dei corpi annegati che galleggiano in mare e allo strazio delle famiglie spezzate non ha avuto indugi e ha deciso di fare la sua parte, offrendo la villetta a due piani di Sarmeola di Rubano in cui risiede a una Onlus, per consentire a 10 profughi di avere un tetto sulla testa.
IL RACCONTO DEL NIPOTE. La nonnina vuole stare nell'ombra, ma a raccontare il suo gesto controcorrente sono stati il nipote e il sacerdote a cui si è rivolta per dare il proprio contributo. «Diciamo che ci sono cristiani a parole e persone che lo sono nei fatti», ha commentato il nipote Sergio Ventura, a cui la donna ha telefonato annunciando di voler lasciare la sua grande casa ai migranti per trasferirsi in una più piccola. «Quando ha sentito alla televisione di quelle 800 persone morte in mare» - ha continuato l'uomo, che ha curato per conto dell'anziana l'affidamento della villetta alla cooperativa 'Percorso vita Onlus' di don Luca Favarin - «e ha visto l'immobilismo dello Stato e delle istituzioni ha deciso di fare qualcosa».
CASA AFFITTATA ALLA ONLUS. La signora Gambato ha affittato la casa con regolare contratto alla Onlus, accontentandosi di metà del valore di mercato. Oggi tra quelle mura vivono 10 migranti di Gambia e Guinea Bissau. «Quando l'ho incontrata» - ha sottolineato il sacerdote - «mi ha parlato anche della guerra e degli italiani all'estero e poi della difficoltà di assistere, immobile, a quei drammi. La mia impressione è che vedendo la tragedia quotidiana dei profughi abbia in parte rivissuto le difficoltà patite da lei, dai suoi amici e coetanei. È la dimostrazione di un'altra cultura veneta, che purtroppo spesso viene oscurata dall'intolleranza di certi».
FIACCOLATA IL 15 MAGGIO. Parole che sembrano alludere indirettamente all'appoggio dato dal sindaco leghista di Padova Massimo Bitonci alla fiaccolata che sfilerà il 15 maggio per le vie del centro sino alla prefettura per protestare contro la messa a disposizione di case per l'accoglienza dei migranti. La scelta della nonnina padovana non è piaciuta comunque ai vicini, che sugli immigrati mantengono le loro riserve. «Si comportano bene, ma hanno un altro modo di vivere» - ha confidato una donna, trincerandosi rigorosamente dietro l'anonimato - «hanno lasciato fuori l'immondizia e sparpagliato gli stendibiancheria in giardino. Quando ho saputo che sarebbero arrivati ho pianto per giorni». Ha rincarato la dose un esercente che lavora a poca distanza: «Le mamme non mandano più i figli a prendere il gelato da soli» - si è sfogata - «perché spesso 'loro' si siedono in quella panchina. Non fanno niente, ma la gente non si sente sicura e noi rischiamo di perdere i clienti».

Correlati

Potresti esserti perso