CONTRAPPASSO 9 Maggio Mag 2015 1332 09 maggio 2015

Mafia, la casa di Riina diventa caserma

Ai carabinieri l'immobile confiscato nel 2007. Alfano: «Per le cosche è un messaggio devastante». Foto.

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Era il covo del più potente boss mafioso, Totò Riina. Dal 9 maggio è diventata una caserma dei carabinieri, intitolata ai sottufficiali Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, uccisi nella strage in cui morì il giudice Rocco Chinnici. L'immobile in cui Riina trascorse l'ultimo periodo della sua latitanza si trova nel rione Uditore di Palermo, è stato confiscato nel 2007 e assegnato all'Arma.
Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il ministro degli Interni Angelino Alfano e, tra gli altri, il comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette, il direttore dell'agenzia dei beni confiscati Umberto Postiglione, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e comandanti regionali e provinciali dell'arma Giuseppe Governale e Giuseppe De Riggi. Presenti anche il procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato, il procuratore e il presidente del tribunale di Palermo Francesco Lo Voi e Salvatore di Vitale, il presidente della corte d'appello Gioacchino Natoli e il questore Guido Longo. E tanti studenti di scuole elementari.
PER LA MAFIA MESSAGGIO DEVASTANTE. «Nel linguaggio mafioso, il fatto che un comandante della stazione dei carabinieri abbia fatto della camera da letto di Riina il proprio ufficio è il più grande smacco che un boss possa subire. È un messaggio devastante per la criminalità organizzata», ha detto Alfano nel corso della conferenza stampa dopo la cerimonia di inaugurazione.
«Stiamo cercando di accelerare la assegnazione e la distribuzione dei beni confiscati alla mafia, ma voglio ribadire lo straordinario successo della Agenzia dei beni confiscati che, in meno di sei anni, ha incamerato migliaia di immobili ed aziende», ha dichiarato il titolare del Viminale.

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