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BUFERA 12 Maggio Mag 2015 1940 12 maggio 2015

Calais, la polizia picchia migranti: è polemica

Strattoni, spintoni e calci in un video amatoriale. Bufera sul web. Aperta un'indagine.

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Le violenze delle forze di polizia a Calais sui migranti catturate un un video.

Ancora violenze della polizia contro i migranti a Calais, il porto francese affacciato sulla Manica, anche detto la 'Lampedusa del Nord', da cui centinaia di disperati cercano ogni giorno di raggiungere la Gran Bretagna. Questa volta a suscitare proteste sono i contenuti di un video pubblicato su internet dalla Calais migrant solidarity.
Obiettivo, spiega l'associazione, documentare «l'ordinaria brutalità delle forze dell'ordine». Pubblicato domenica 10 maggio, il filmato di due minuti alterna un rassicurante discorso del ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve, a Calais il 4 maggio, agli episodi di violenza della polizia il giorno seguente. (Guarda il fiimato).
STRATTONI, CALCI E SPINTE AI MIGRANTI. La scena si consuma su un tratto di autostrada regolarmente usato dai Tir per raggiungere la zona portuaria e il successivo imbarco per l'Inghilterra. Il film è ormai noto a tutti: ogni giorno decine di migranti si accampano in condizioni disperate sul ciglio della strada per tentare di nascondersi all'interno di uno dei tir in fila. Compito degli agenti è individuarli e farli scendere dai camion. Se necessario anche con le cattive, sembra dimostrare l'ultimo video della Calais migrant solidarity. Strattonati, colpiti, presi a calci, spinti brutalmente oltre al guardrail: nei confronti dei migranti nascosti nei camion non sembra esserci alcuna compassione.
IL 'DIFENSORE DEI DIRITTI' ANNUNCIA L'APERTURA DI UN'INCHIESTA. Le immagini stanno facendo il giro di giornali e siti web. Davanti alle proteste l'ispettorato generale della polizia nazionale (Igpn) ha assicurato che farà chiarezza. «Gli ispettori verranno inviati a Calais per esaminare il luogo in cui è stato girato il video, individuare gli agenti che erano presenti quel giorno e interrogare tutti», ha assicurato Denis Hurth, del sindacato di polizia Unsa. Anche Jacques Toubon, il cosiddetto 'difensore dei diritti' - un'autorità costituzionale indipendente nominata dal presidente della Repubblica per vegliare al rispetto dei diritti e delle libertà - ha annunciato l'apertura di un fascicolo. «Apriamo un dossier e lanciamo un'inchiesta completamente indipendente da quella dell'Igpn», ha precisato il suo entourage.
«L'inchiesta verrà condotta come un caso giudiziario, anche se siamo consapevoli che ritrovare le vittime di quel video sarà difficilissimo».
I SINDACATI DI POLIZIA: «IMMAGINI INSUFFICIENTI». Contattati da La Voix du Nord, alcuni sindacati di polizia ritengono quelle immagini insufficienti. «Ancora una volta, si vedono solo piccoli estratti», ha sottolineato Ludovic Hochart, di Unsa-police, spiegando che «in generale, quando il filmato è completo, la legittimità degli interventi viene dimostrata».
Per Gilles Debove, di Unité-Sgp-Police-Fo, quelle immagini mostrano che «i migranti non hanno più paura della polizia: prima bastava presentarsi affinché scendessero. Ormai vengono sorpresi all'interno dei camion, da cui non vogliono muoversi». A gennaio, Human Rights Watch (Hwr), una delle principali associazioni per la difesa dei diritti umani, aveva pubblicato una lunga indagine sulle violenze della polizia a Calais.
«Il problema è che sono atti gratuiti, ingiustificati, eccessivi», spiegò Jean-Marie Fardeau, direttore per la Francia di Hrw, «sappiamo che la polizia ha il diritto di usare la forza, il diritto di forzare qualcuno a scendere da un camion se vi è salito illegalmente. Ciò che non ha il diritto di fare è, una volta che la persona è scesa, picchiarla, tirarle dei gas lacrimogeni, sommergerla di colpi fino a provocare fratture». Questi gesti, precisa, non sono «sistematici» o generalizzati, ma comunque molto frequenti. La prefettura di Calais e il ministero dell'Interno, però, respinsero le accuse.

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