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GIUSTIZIA 12 Maggio Mag 2015 1614 12 maggio 2015

Eternit, il patron: «Violati miei diritti»

Parte il processo bis a Torino. L'imprenditore Schmidheiny accusato di omicidio volontario. 

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Manifestanti e familiari delle vittime dell'amianto dei quattro stabilimenti italiani della multinazionale Eternit.

Torna in tribunale il caso Eternit. Al Palazzo di giustizia di Torino si è svolta l'udienza preliminare dell'inchiesta bis. L'unico imputato è l'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny, accusato di omicidio volontario aggravato di 258 persone.
Secondo l'accusa, l'uomo è chiamato a rispondere di una catena di decessi provocati dall'amianto lavorato in quattro stabilimenti italiani della multinazionale.
LA DIFESA NON CI STA. Ma il processo contro Schmidheiny «viola i diritti umani» secondo l'entourage dell'imprenditore svizzero. L'accusa di omicidio volontario viene definita «assurda». E la procura di Torino, nel promuoverla, starebbe «ignorando doppiamente il principio 'ne bis in idem' sancito dalla Convenzione europea per i diritti dell'Uomo, che garantisce che nessuno può essere giudicato due volte per lo stesso reato. La difesa pertanto si augura che nell'attuale udienza preliminare il giudice consideri l'accusa inammissibile e dichiari chiuso il procedimento».

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