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TERRORISMO 13 Maggio Mag 2015 1608 13 maggio 2015

Isis, ucciso il numero 2 in un raid in Iraq

Il vice di Al Baghdadi colpito durante un attacco aereo della coalizione guidata dagli Usa. 

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Abu Alaa al Afri, ucciso in un raid della coalizione a guida Usa in Iraq.

Il numero due dell'Isis è stato ucciso in un attacco aereo della coalizione guidata dagli Usa nel Nord dell'Iraq.
Lo ha riferito il ministero della Difesa iracheno citato dalla Bbc.
Abdul Rahman Mustafa Mohammed, conosciuto anche come Abu Alaa al Afri, si trovava all'interno di una moschea colpita dal raid a Tal Afar, 65 chilometri a ovest di Mosul. Stava incontrando decine di militanti, tutti morti sotto le bombe.
AL BAGHDADI FERITO. Nelle ultime settimane al Afri aveva preso il comando dello Stato islamico dopo il presunto ferimento grave del leader Abu Bakr al Baghdadi, sempre in un attacco aereo della coalizione a guida Usa.
LEADER MOLTO POPOLARE. Al Afri era molto popolare tra i combattenti. Ex professore, era considerato un grande oratore e un leader carismatico. È stato un guerrigliero di Al Qaeda e ha passato un lungo periodo in Afghanistan dagli Anni 90. Tornato in Iraq nei primi Anni 2000 per contrastare l'occupazione anglo-americana, al Afri aveva aderito all'ala qaedista irachena nel 2004, diventandone sei anni dopo uno dei leader locali più in vista. Il dipartimento di Stato americano aveva istituito una taglia fino a 7 milioni di dollari per informazioni utili a trovare al Afri.

Caos ai vertici del Califfato

Se confermata, l'uccisione del numero due dello Stato Islamico potrebbe inserirsi in un contesto di forte divisione tra i vertici dell'Isis, che già si trovavano alle prese con la sostituzione del Califfo al Baghdadi, a quanto pare gravemente ferito. Lo ha detto Ludovico Carlino, analista politico sul Medio Oriente presso Ihs Jane's Country Risk a Londra, una società di studi sulla sicurezza e la geopolitica internazionale. «In Iraq diversi media arabi e iracheni riportano di scontri a Mosul tra due fazioni, quella di Al Baghdadi e quella legata ai sostenitori di al Afri. Se entrambi sono davvero stati eliminati dalle forze della coalizione questo indica che le due principali fazioni dell'Isis sono in lotta fra loro per la successione».
FRIZIONI INTERNE ALLO STATO ISLAMICO. Circostanza che sarebbe ancor più significativa rispetto alla presunta uccisione di al Afri, confermata dall'esercito iracheno ma non corroborata dal Pentagono o dallo Stato Islamico. Gli scontri - sottolinea Carlino - indicherebbero infatti che per la prima volta in seno al gotha dello Stato Islamico vi sarebbero delle «serie frizioni», dovute probabilmente al fatto che in Iraq il Califfato è più sulla difensiva rispetto a quanto accade in Siria». Se al Afri e al Baghdadi sono davvero morti, oltre a una questione di leadership carismatica in ballo potrebbe esserci anche una questione di strategia militare da adottare nei punti chiave della lotta armata lanciata dall'Isis.

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