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GIALLO 14 Maggio Mag 2015 1809 14 maggio 2015

Studente morto in gita, interrogati i compagni

Ipotesi di un gioco goliardico finito male. Lo sfogo della madre: «Chi sa parli».

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Domenico Maurantonio, lo studente padovano morto a Milano.

Sono stati interrogati i compagni di classe di Domenico Maurantonio, lo studente padovano precipitato dal quinto piano dell'Hotel Da Vinci a Milano la notte fra il 9 e 10 maggio mentre era in gita scolastica per l'Expo.
Gli investigatori hanno sentito nuovamente in questura a Padova alcuni suoi compagni di classe del Liceo Nievo.
Si tratta di giovani già sentiti dalla polizia nell'immediatezza dei fatti, a Milano.
INCONGRUENZE NEI RACCONTI. L'obiettivo sarebbe quello di far emergere nuovi particolari sulle ore che hanno preceduto la tragedia e verificare eventuali incongruenze nei racconti degli studenti fin qui acquisiti.
«Mi hanno interrogato 10 ore a Milano e otto ore qui, non potete capire come sto. Siamo tutti in cerca della verità», ha detto un compagno di classe di Domenico. Altri ragazzi hanno preferito non parlare coi cronisti.
GIOCO GOLIARDICO FINITO MALE. Le indagini sembrano puntare sempre di più verso l'ipotesi dell'omicidio colposo con omissione di soccorso.
Nella stanza dove dormiva il giovane potrebbe esserci stata una 'festa' a cui avrebbero preso parte diversi studenti. La tragedia sarebbe avvenuta al termine di un gioco goliardico finito male.
I PROF LO HANNO SAPUTO DA UNA FOTO. Gli insegnanti dell'istituto Nievo hanno saputo della morte dello studente da una foto scattata con un telefonino dagli impiegati dell'albergo. I docenti, nel momento in cui hanno appreso della morte di Domenico, si trovavano nella sala della colazione dell'hotel Leonardo Da Vinci.
LA PRESIDE: C'ERA UNO SCONOSCIUTO COI RAGAZZI. Intanto è emerso un altro particolare da chiarire: la preside del liceo, Maria Grazia Rubini, ha segnalato la presenza di uno sconosciuto, un uomo di origine slave, al piano dell'albergo dove si trovavano gli studenti.
LO SFOGO DELLA MADRE. La madre del ragazzo, Antonia Comin, si è sfogata così su Facebook: «Ho affidato il mio unico figlio, sano ed in buona salute, all’Istituzione Scolastica, per un’uscita con pernottamento. Mi verrà riconsegnato cadavere». I genitori hanno quindi ribadito: «Chi sa parli».

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