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TRAGEDIA 15 Maggio Mag 2015 1411 15 maggio 2015

Morto in gita, folla ai funerali di Domenico Maurantonio

La Questura di Milano: troppe «illazioni» sulla sua morte. Appello del parroco e del legale della famiglia: «Venga fuori tutta la verità».

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Domenico Maurantonio, il ragazzo di 19 anni precipitato da una finestra dell'Hotel Da Vinci di Milano.

Oltre mille persone hanno partecipato ai funerali di Domenico Maurantonio, il 19enne padovano morto nella notte tra sabato 16 e domencia 17 maggio dopo essere precipitato dalla finestra di un albergo di Milano, città in cui era andato in gita scolastica con i suoi compagni.
Durante l'omelia il parroco ha fatto un appello, affinché tutta la verità venga finalmente fuori: «Se tutta la verità è uscita, bene. Se ce n'è ancora di nascosta sotto il magone e la paura, speriamo che la si lasci uscire al più presto per quanto male possa fare. Perché solo con la verità c'è futuro e libertà».
Domenico quella sera aveva bevuto, e avevano bevuto molto anche i suoi compagni di classe. Ma oltre a queste conferme, giunte per la vittima con l'autopsia, i tasselli che mancano sono ancora molti.
Nonostante ciò sarebbero troppe le «illazioni», come le ha definite la Questura di Milano, uscite sui media a proposito della morte di Domenico: «gli è stato dato un lassativo», «la polizia avrebbe già individuato chi è stato»: tutte supposizioni, che secondo il capo della squadra mobile, Alessandro Giuliano, non hanno ancora fondamento.
Gli inquirenti, ha sottolineato la Questura milanese con una nota, «nel rigoroso rispetto delle indagini e nel doveroso rispetto del dolore dei genitori, si astengono da qualsiasi comunicazione non fondata su elementi concreti».
Giunti a Padova, hanno continuato a sentire le testimonianze dei compagni di scuola di Domenico, che hanno partecipato alla gita. I giovani, già interrogati, come ha rivelato uno dei loro insegnanti si sono sottoposti volontariamente al test del Dna, «perché non hanno nulla da nascondere».
Un concetto espresso anche dal legale che rappresenta la famiglia Maurantonio, l'avvocato fiorentino Eraldo Stefani. «Non abbiamo ancora ipotesi precise, quello che vogliamo solo evidenziare, rivolgendoci agli studenti di questo prestigioso liceo, è l'alto senso civico della verità».
Intanto si attendono le prime indicazioni sugli esami tossicologici. Al momento «non c'è traccia» del lassativo che potrebbe essere stato somministrato al ragazzo durante la bevuta di gruppo nella sua stanza. La polizia non lo esclude, ma in certi casi anche una forte assunzione di alcol, specie se a stomaco vuoto, potrebbe provocare gli stessi effetti intestinali che sono stati rilevati sul luogo della morte, o acuirne l'effetto. L'unica certezza, al momento, sarebbe la presenza di residui alcolici nello stomaco e nell'intestino del giovane, trovati con l'autopsia.

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