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GIUSTIZIA 18 Maggio Mag 2015 2247 18 maggio 2015

Ferrovie Nord Milano, Achille indagato

Il presidente del Cda interdetto per 6 mesi: è accusato di peculato e truffa aggravata ai danni dell'ente.

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Norberto Achille.

Il presidente del Cda di Ferrovie Nord Milano, Norberto Achille, è indagato con l'ipotesi di reato di peculato e truffa aggravata ai danni dell'ente pubblico. Le contestazioni ad Achille si riferiscono al periodo 2008-2014 e il danno totale all'azienda Ferrovie Nord Milano ammonterebbe a oltre 600 mila euro. A comunicarlo sono i carabinieri del comando provinciale di Milano.
SOSPENSIONE DALL'INCARICO. I militari hanno notificato ad Achille, su ordine della procura di Milano, un'ordinanza applicativa della misura interdittiva «del divieto temporaneo per sei mesi dell'esercizio degli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese ex art. 290».
INDAGATO ANCHE BELLONI. Notificata, inoltre, l'informazione di garanzia a Carlo Alberto Belloni, presidente del Collegio sindacale di Fnm Spa, «indagato per tentato favoreggiamento per aver omesso di assolvere agli obblighi di controllo conseguenti al ruolo rivestito e, invece, adottato condotte attive finalizzate a nascondere le distrazioni di beni riconducibili al predetto Achille».
SCHEDE TELEFONICHE, AUTO BLU AI FIGLI E SPESE PAZZE CON LE CARTE AZIENDALI. Tra le accuse contestate ad Achille, ha spiegato il Corriere della Sera, c'è quella di aver destinato a uso pressoché esclusivo della moglie e di un figlio due telefoni cellulari, mentre sull'utenza aziendale del padre l'altro figlio avrebbe avuto facoltà di addebitare le proprie chiamate, con il risultato che in questo modo l'azienda sarebbe stata onerata di circa 124 mila euro. Uno dei figli avrebbe avuto in uso l'auto-blu del padre, una Bmw serie 5 con annessi telepass e carburante. E c'è poi il corposo capitolo delle carte di credito aziendali utilizzate dai familiari, secondo il pm, per pagare spese personali di vario genere: 14 mila euro di abbigliamento, 30 mila di arredi ed elettronica, 8 mila tra abbonamenti a internet e alla tivù a pagamento, 3.700 di scommesse sportive e 17 mila di alberghi e ristoranti. L'interdizione non vale invece per l'ipotesi di truffa, qui legata a 124.000 euro di multe e sanzioni accumulate da uno dei figli alla guida delle auto aziendali del padre.

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