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STATO ISLAMICO 18 Maggio Mag 2015 0942 18 maggio 2015

Iraq, l'Isis prende Ramadi: 500 morti e 8 mila sfollati

Uccisi soldati e civili nei combattimenti degli ultimi giorni. Migliaia in fuga. Il Pentagono: «Situazione incerta».

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Combattenti dello Stato islamico in Iraq.

Circa 500 persone, tra civili e soldati iracheni, sono state uccise negli ultimi giorni mentre la città di Ramadi cadeva nelle mani dello Stato islamico. Lo ha reso noto un portavoce della provincia irachena di Anbar, Muhannad Haimour, sottolineando che «circa 8 mila persone sono fuggite» dalla città. Queste, ha precisato, si aggiungono agli oltre 114 mila residenti che avevano lasciato la città e i vicini villaggi nel mese di aprile, secondo quanto aveva riferito l'Onu. Secondo l'emittente al Arabiya, Ramadi è caduta dopo che l'esercito di Baghdad si è ritirato dalla città. Lo stesso era successo a Mosul a giugno dello scorso anno.
IL PENTAGONO NON CONFERMA. Il Pentagono non ha confermato la caduta della città, sostenendo che la situazione resta «incerta e fluida»: «Continuiamo a sorvegliare i rapporti in base ai quali sono ancora in corso intensi combattimenti e la situazione resta incerta e fluida. È troppo presto per fare dichiarazioni definitive a proposito della situazione sul campo in questo momento», ha affermato la portavoce della Difesa americana, Maureen Schumann. La caduta di Ramadi apre in qualche modo la strada all'offensiva jihadista verso la capitale Baghdad.


IL LEADER DELL'ISIS: «LIBEREREMO BAGHDAD». «Dopo Ramadi, libereremo Baghdad e Karbala!», la città santa sciita irachena», ha affermato il leader dell'Isis Abu Bakr al Baghdadi, in un audio messaggio diffuso in Rete. Non è possibile verificare l'autenticità, ma la voce attribuita a Baghdadi fa riferimento alle «vittorie ad Anbar», regione con capoluogo Ramadi.
L'audio messaggio è contenuto in un video di oltre 40 minuti diffuso la mattina del 18 maggio dall'agenzia di informazione dell'Isis Aamaq. Il filmato, dal titolo Lo Stato islamico ha liberato Ramadi mostra una serie di filmati, non datati, relativi all'assedio e alle battaglie dentro e fuori il capoluogo di al Anbar. Nel video si fa ampio uso di servizi giornalistici televisivi di emittenti panarabe, che descrivono la disfatta delle forze governative irachene. All'incirca a metà del filmato interviene la voce descritta come quella del «Principe dei credenti, Abu Bakr al Baghdadi». La voce, che parla mentre sfilano nel video cartine dei territori iracheni ora controllati dall'Isis, loda i mujahidin per le loro vittorie ad Anbar - Ramadi non è menzionata - e ribadisce che le prossime conquiste saranno la liberazione di Baghdad e Karbala. Seguono altri discorsi attribuiti a Baghdadi e pronunciati in diverse occasioni. Il filmato si conclude con la scritta che annuncia l'imminente conquista di Baghdad da parte dell'Isis contro «crociati e sciiti».

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