VIOLENZA 19 Maggio Mag 2015 1252 19 maggio 2015

Turchia, aggredita dopo aver partecipato a un talent show

Mutlu Kaya, 19 anni, raggiunta da un colpo di pistola alla testa. I parenti l'avevano minacciata. Foto.

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Minacciata dai parenti per aver partecipato al Sesi Çok Güzel, l'analogo turco di Italia's Got Talent, una giovane donna di 19 anni è adesso ricoverata in ospedale in condizioni critiche, a causa di un colpo di pistola che l'ha raggiunta alla testa.
La notizia è stata diffusa dai media di tutto il mondo. La ragazza si chiama Mutlu Kaya e proviene dalla regione curda di Diyarbakir, nel Sud Est della Turchia (foto).
Dopo la sua apparizione televisiva aveva ricevuto minacce di morte e lunedì 18 maggio è stata aggredita nella sua casa: l'aggressore, secondo la stampa turca, avrebbe sparato attraverso una finestra che dà sul retro del giardino.

L'esibizione di Mutlu Kaya.

La ragazza aveva deciso di partecipare allo show trasmesso dalla Fox, nonostante l'obiezione di alcune persone a lei vicine. Tra queste c'era l'ex fidanzato, che è stato fermato dalla polizia assieme ad altri due presunti complici. Intorno a lui il cerchio si è stretto in poche ore.
UNA DENUNCIA ALCUNI MESI FA. Scavando sul possibile movente, gli inquirenti hanno trovato la denuncia che la stessa ragazza aveva sporto nei suoi confronti per minacce pochi mesi fa. «Ero contrario alla sua partecipazione alla gara ma non le ho sparato. Io l'amo», si è difeso l'uomo. Mutlu, lunghi capelli neri e brillanti occhi azzurri, durante le preselezioni aveva rapito con la sua voce la nota cantante turca Sibel Can, membro della giuria del talent, che era volata fino a Diyarbakir per raggiungerla alla mensa dove lavorava e convincere la famiglia a farla esibire.
IN TERAPIA INTENSIVA. Dopo che a metà aprile è andata in onda sono arrivate però altre minacce, che lei stessa avrebbe riferito ai responsabili dello show: «Quando hanno sentito che avrei partecipato, mi hanno detto che mi avrebbero uccisa. Ho paura». Ora anche il padre racconta di minacce armate, provando ad allontanare i sospetti inizialmente caduti sul suo clan familiare. Mentre Mutlu resta in terapia intensiva e i medici hanno fatto sapere che non decideranno prima di tre giorni se tentare di operarla, si alza il grido di rabbia di chi denuncia che non è stato fatto abbastanza per proteggerla. La Turchia si ritrova così a piangere per l'ennesima violenza nei confronti di una donna, sperando che non finisca anche lei come le 91 già uccise dall'inizio di quest'anno.

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