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POLEMICHE 19 Maggio Mag 2015 1247 19 maggio 2015

Verona, psicosi tra i genitori sulle teorie gender a scuola

Un corso di sessualità e affettività in una classe elementare cattolica. Una madre: «È scoppiato il finimondo».

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Alcuni bambini a scuola durante una lezione.

Polemica accesa in una scuola veronese sulla teoria gender.
La denuncia è partita da una madre di uno studente, rappresentante di classe, che come ha raccontato al Corriere della Sera si è trovata coinvolta in un dibattito interno all'istituto del figlio.
«La scuola elementare di mio figlio, che tra l’altro è cattolica, ha organizzato per le classi quinte un corso di affettività e sessualità per gli alunni. Degli psicologi si sono proposti ma quando alcuni genitori hanno letto la loro relazione, è scoppiato il finimondo: in sostanza, in quelle parole hanno visto il tentativo di instillare le teorie del gender nei nostri ragazzi», ha spiegato.
Una vera e propria psicosi: molti genitori sono così convinti che quelle ore che i loro figli trascorrono a contatto con gli psicologi possano instillare nei loro ragazzi il germe di una confusione sessuale che temono possa sfociare in omosessualità.
PETIZIONI CONTRO L'IDEOLOGIA GENDER. Addirittura i genitori dei ragazzi si scambiano messaggi su Whatsapp in cui invitano a firmare petizioni per «fermare l’ideologia del gender», che «si sta insinuando tra i banchi di scuola», tanto che «milioni di euro sono stati stanziati per approvare nelle scuole la masturbazione infantile a partire dagli asili nido, lezioni sessuali fin dalle classe elementari per poi condurli verso l’orientamento sessuale dove ognuno può scegliere a quale genere appartenere a seconda di come ci si sente».
Il segretario del Pd veronese Alessio Albertini ha assicurato che invece «non c’è nessun catastrofico lavaggio del cervello in arrivo, e sarebbe grave se queste legittime preoccupazioni dei genitori venissero strumentalizzate da professionisti, insegnanti, figure di riferimento nelle nostre comunità, che invece di informarsi e spiegare la realtà dei fatti, agitano fantasmi inesistenti per ottenere un immediato consenso elettorale».
IL PD: «NESSUNA TEORIA GENDER NEL DECRETO». A calmare le acque agitate in questi ultimi giorni sono intervenuti in una nota congiunta Micaela Campana (deputata della commissione Giustizia del Pd e responsabile Welfare, terzo settore, immigrazione, diritti della segreteria nazionale del Pd) e Giovanna Martelli (Consigliera del presidente del Consiglio dei ministri in materia di Pari Opportunità). «Non c'è alcuna teoria di gender all'interno del decreto la 'buona scuola'. Chi in queste ore sta lanciando allarmi, lo fa con ricostruzioni fantasiose di un emendamento che è chiaro e lodevole nel suo intento. Un emendamento che è in linea con i principi costituzionali che prevedono all'art. 3 della Costituzione al quale anche ieri il presidente ha fatto riferimento in occasione della giornata contro l'omofobia. Il superamento delle differenze e l'inclusione sociale sono valori ai quali come politici dovremmo sempre ispirarci e che invece qualcuno troppo spesso dimentica».

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