Attentato Bardo Tunisi 150520125142
TERRORISMO 20 Maggio Mag 2015 1000 20 maggio 2015

Strage al Bardo di Tunisi, arrestato in Italia un sospettato

Marocchino fermato nel milanese. Accertamenti in corso sul presunto collegamento con l'attentato in cui furono uccise 24 persone. Video.

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Touil Abdel Majid, il cittadino marocchino fermato per il presunto coinvolgimento nella strage al museo del Bardo.

Un cittadino marocchino di 22 anni è stato arrestato nel Milanese perché ritenuto coinvolto nella strage al museo del Bardo di Tunisi, avvenuta il 18 marzo.
Stando alle prime indiscrezioni, Touil Abdel Majid, questo il suo nome, in un primo momento era stato accusato di aver pianificato l'esecuzione dell'attacco terroristico che ha causato la morte di 24 persone, tra cui quattro italiani.
ACCUSE DA VERIFICARE. Gli inquirenti milanesi, tuttavia, hanno rivelato di non sapere, allo stato, quale ruolo avrebbe avuto il giovane, il cui arresto è stato disposto su mandato di cattura firmato dalle autorità tunisine. E dalle carte a disposizione, infatti, non è chiaro se all'uomo venga contestato, ad esempio, di essere stato uno degli esecutori della strage o di aver fornito un supporto di quale tipo e da dove. Per questo sono in corso approfondimenti e accertamenti e sono stati avviati con la procura di Roma.
FASCICOLO D'INDAGINE A ROMA. Nella Capitale, infatti, è aperto un fascicolo d'indagine sulla strage avvenuta in Tunisia. Gli accertamenti dei pm milanesi, dunque, saranno poi trasmessi ai colleghi romani. Da quanto risulta, però, al momento agli inquirenti non è stato messo a disposizione alcun elemento dalle autorità tunisine sul ruolo che avrebbe avuto il marocchino nell'attentato. In ipotesi, non essendoci certezze sul punto, è possibile anche che l'uomo sia arrivato in Italia a febbraio dopo aver rinunciato a partecipare alla strage che in un primo momento aveva pianificato con altri. Tutti gli scenari, dunque, sono al vaglio degli inquirenti. Approfondimenti, inoltre, potrebbero essere richiesti dalla Corte d'Appello di Milano, competente per il procedimento di estradizione. I giudici, infatti, hanno la facoltà di chiedere sia integrazioni di atti alle autorità tunisine che gli esiti dei primi accertamenti alla procura.
ARRIVATO IN ITALIA SU UN BARCONE? L'uomo è stato catturato dalla Digos a Gaggiano, in provincia di Milano. Si trovava in Italia un mese prima della strage: il 17 febbraio era sbarcato in Sicilia, a Porto Empedocle. Qui era stato identificato assieme ad altre 97 persone e aveva ricevuto un provvedimento di espulsione dal questore di Agrigento. Da quel momento, però, è sparito. Per poi riemergere a Tunisi - dicono le accuse - per compiere la strage. Dopo essere scomparso un'altra volta, il 22enne è tornato in Italia, dove è riuscito a entrare (non si sa quando, né da dove) nonostante il provvedimento di espulsione.
LA FAMIGLIA LO DIFENDE. Il ricercato è stato catturato a casa di parenti, che a differenza sua sono in Italia con permesso di soggiorno regolare.
«Mio fratello è innocente non ha commesso nessun reato», ha detto il fratello del presunto terrorista. «Lui è arrivato su un barcone come tanti altri e da quel momento non è più partito», ma è «rimasto sempre in Italia». La madre ha raccontato: «Il 18 marzo abbiamo visto insieme le scene dell'attentato in tivù».
CATTURATO GRAZIE ALLA DENUNCIA DI SMARRIMENTO DEL PASSAPORTO. La cattura - ha spiegato Bruno Megale, dirigente della Digos - è stata possibile grazie alla denuncia fatta dalla madre dello smarrimento del passaporto del figlio. A quel punto è stato possibile ricostruire il collegamento con il Bardo, in quanto Majid era latitante e già ricercato dalle autorità di Tunisi. Nella casa di via Pitagora è stata sequestrata una gran quantità di materiale che sarà analizzata dall'intelligence.

Renzi si congratula, Lega e M5s all'attacco

Sull'operazione delle forze dell'ordine si è congratulato il premier Metteo Renzi su Twitter.

ALFANO: «OPERAZIONE DI ALTA PROFESSIONALITÀ INVESTIGATIVA». Per il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, l'arresto del marocchino sospettato di essere coinvolto nella strage del Bardo a Tunisi dimostra «l'eccellente lavoro delle forze di polizia: congratulazioni ai nostri uomini in divisa, agli inquirenti e all'intelligence, che hanno saputo tessere con alta professionalità la rete investigativa, senza escludere alcun canale di possibile infiltrazione».
LEGA E M5S ATTACCANO ALFANO. Ma contro Alfano si è scagliato il segretario della Lega Matteo Salvini: «Il terrorista arrestato oggi a Milano era arrivato in Italia all'inizio dell'anno su un barcone partito dalla Tunisia. Un pericolo che la Lega denunciava da tempo. Alfano dimettiti», ha scritto su Facebook.
Duro anche il Movimento 5 stelle, secondo cui «l'arresto a Milano di uno degli esecutori dell'attentato al museo Bardo di Tunisi costituisce un ulteriore colpo alla credibilità di questo governo in termini di sicurezza interna. Abbiamo sentito dire ad Alfano che non c'è un pericolo consistente in Italia, ma la realtà è che la sua totale incompetenza al Viminale sta trasformando il nostro Paese in una retrovia per cellule jihadiste. Il 'Daspo' se lo prenda lui, e a vita, dalla scena politica nazionale».

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