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RICOSTRUZIONE 21 Maggio Mag 2015 1336 21 maggio 2015

Strage di Tunisi, in quei giorni Touil era in Italia

La procura di Milano conferma le versioni di familiari e insegnanti. Ma Tunisi nega.

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Una foto di Abdel Majid Touil prima dello sbarco a Porto Empedocle.

Abdel Majid Touil, il 22enne marocchino arrestato per il presunto coinvolgimento nell'attentato al museo del Bardo di Tunisi, sarebbe stato in Italia sia nel giorno della strage che in quelli precedenti e successivi. È quanto è stato accertato dalla procura di Milano in base ai registri della scuola frequentata da Touil e alle testimonianze dei docenti.
Stando ai primi accertamenti, a detta di inquirenti e investigatori, al momento, emerge un quadro compatibile con la presenza del marocchino in Italia nel giorno della strage, il 18 marzo scorso, e nei giorni immediatamente precedenti e successivi. E questo porterebbe ad escludere, quasi con certezza, che il giovane abbia avuto un ruolo da esecutore materiale nell'attentato in cui morirono 24 persone, tra cui quattro italiani.
CONFERME DAI REGISTRI. A rafforzare questa ricostruzione, ci sono, da quanto si è appreso, non solo le parole a verbale di alcuni insegnanti della scuola di italiano di Trezzano sul Naviglio (Milano), frequentata dal marocchino, ma anche i registri delle presenze in classe sequestrati dagli investigatori. Registri dai quali risulterebbe presente alle lezioni sia giovedì 19 marzo che lunedì 16 o martedì 17 marzo. Un quadro, quindi, compatibile, secondo gli inquirenti, con la sua presenza nel nostro Paese quando si è verificata la strage a Tunisi.
«Il 16 e il 19 marzo confermo che il ragazzo era in classe», ha detto Flavia Caimi, una docente dell'istituto R. Franceschi di Trezzano dove Touil era iscritto.
VERIFICHE ANCORA IN CORSO. Sono, comunque, in corso verifiche per capire se Touil abbia avuto o meno un ruolo nella pianificazione e nella preparazione dell'attentato e di quale tipo e da dove. Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ha spiegato che «è in corso un'attenta verifica da parte dell'autorità giudiziaria milanese, soprattutto in merito all'alibi fornito».
Iniziano, in ogni caso, a diradarsi alcuni dei numerosi lati oscuri attorno a un arresto che fin dall'inizio aveva mostrato diverse anomalie.
Da subito, gli inquirenti avevano infatti confermato di non sapere quale ruolo avesse avuto il giovane, il cui fermo era stato diretta conseguenza del mandato di cattura firmato dalle autorità tunisine.
PER TUNISI ERA CON I TERRORISTI. Diversi, tuttavia, e non solo tra i familiari, erano stati i testimoni che avevano affermato di averlo visto il giorno in cui si compiva la strage. A cominciare dai professori della scuola d'italiano di Trezzano sul Naviglio, che Majid frequentava regolarmente.
Di diverso avviso le autorità tunisine, secondo cui, il 18 marzo scorso, giorno dell'attentato, Majid avrebbe incontrato i due terroristi poi uccisi dalle forze speciali al museo, Yassine Laabidi e Jabeur Khachnaoui, e con loro si sarebbe diretto verso il Bardo. Assieme ai due terroristi, secondo i media, c'era un tale Othmane.

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