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POLEMICA 22 Maggio Mag 2015 1332 22 maggio 2015

Bolzano, bandiere a mezz'asta il 24 maggio

Il sindaco Spagnolli: « L'inizio di quel conflitto è una sconfitta per l'umanità». Il governatore Kompatscher: «L'invito della presidenza del Consiglio è incomprensibile e fuori luogo».

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Sciopero del Tricolore a Bolzano il 24 maggio.

È polemica nelle province autonome di Trento e Bolzano sulle indicazioni giunte da Roma che invitano le amministrazioni pubbliche all'esposizione del tricolore in occasione del centenario dell'entrata in guerra dell'Italia, il 24 maggio 1915.
BANDIERE A MEZZ'ASTA A BOLZANO. Il sindaco di Bolzano, Luigi Spagnolli, ha invece optato per l'esposizione delle bandiere a mezz'asta, «perché l'inizio di quella guerra, così come di tutte le guerre, costituisce già di per sé una sconfitta per l'umanità».
A tal proposito si era già espresso il 21 maggio Arno Kompatscher, governatore di Bolzano: «L'invito della Presidenza del consiglio è assolutamente incomprensibile e fuori luogo, in quanto si celebra l'anniversario dell'inizio del primo conflitto mondiale e non un evento positivo, come potrebbe essere, invece, la fine di una guerra».
Il presidente della Provincia di Trento e attuale presidente della Regione Ugo Rossi, dal canto suo, ha invitato a osservare un minuto di silenzio in memoria dei caduti di ogni conflitto.
«Le bandiere dell'Italia e dell'Europa», ha detto Rossi, «le esporremo, ma a mezz'asta, perché l'inizio di quella guerra, come pure di tutte le guerre, è già di per sé una sconfitta per l'umanità».
GIORGIA MELONI DEFINISCE «SCANDALOSA» LA DECISIONE DI BOLZANO. La presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, ha definito «scandalosa» la decisione presa da Bolzano di esporre le badiere a mezz'asta in segno di lutto: «Se Rossi e Komptascher si vergognano di vivere in Italia, possono tranquillamente decidere di andare a vivere in un'altra Nazione. Di certo l'Italia non rimpiangerà questi due squallidi personaggi, che si vergognano della bandiera italiana ma non dei miliardi di euro che lo Stato Italiano trasferisce loro per governare la Regione e la Provincia».
«Rossi e Komptascher», ha concluso la Meloni, «chiedano scusa al popolo italiano e abbiano la decenza di dimettersi, perché sono indegni di rappresentare le Istituzioni e i cittadini italiani».

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